Il potenziamento del Threat Screening Center dell’FBI mediante l’AI cambia la modalità di schedatura e prevenzione dei reati.
L’FBI sta investendo nell’AI, cercando degli strumenti predittivi che possano potenziare il Threat Screening Center (TSC) per migliorare la prevenzione dei reati. In particolare, nella schedatura dei presunti appartenenti a gruppi terroristici. L’attenzione, tuttavia, si starebbe spostando sempre più verso coloro che assumono posizioni “critiche“.
Lo riporta The Reason che ha visionato alcuni documenti relativi agli appalti delle varie tecnologie. L’obiettivo è quello di valorizzare un sistema di “modellazione predittiva” capace di analizzare somiglianze, schemi ricorrenti e correlazioni fra attributi dentro le varie banche dati.
Si potrà così “prevedere dove si possano ricavare altre informazioni rilevanti“. Il cambiamento operativo è evidente. A decidere se un soggetto dovesse finire nella lista dei possibili soggetti pericolosi, di solito, era un analista, con il fascicolo davanti. Nel futuro prossimo sarà un modello di AI, correlando dati.
I rischi per le libertà individuali
Quello che potenzialmente appare come un rafforzamento della sicurezza, dall’altro lato nasconde dei potenziali pericoli. In particolare per l’attuale clima politico di Washington. Nella lista del TSC, secondo l’ultimo conteggio ufficiale, ci sono circa due milioni di nomi ma questa ovviamente cambia in base ai diversi parametri.
Nel frattempo il memorandum presidenziale NSPM-7 ha allargato la definizione di “minaccia” (anche in relazione a casi isolati e non organizzati) fino a comprendere “l’anticapitalismo“. Vi rientrano anche tutte quelle posizioni su “immigrazione, etnia e genere“.
La lotta dell’Amministrazione Trump al movimento “Antifa“, poi, si è tradotta nel qualificare come “terrorista” l’International Anti-Fascist Defense Fund. Vale a dire un fondo di cauzione a favore di coloro che si definiscono antifascisti.
I modelli di AI programmati potranno costruire schemi di profili criminali su questi temi, assolutamente estranei ai pericoli per la Sicurezza Nazionale.
Limiti anche alle tutele
Gli esperti di diritto, i garanti di privacy e libertà individuali hanno per questo lanciato un monito. Operando le tecnologie e i modelli statistici, è molto più facile finire in una lista di sorveglianza, anche senza alcun motivo. Per uscire, però, servono lunghi e costosi anni di battaglie legali.
Si moltiplicano per questo le azioni delle associazioni americane per i diritti civili, dall’ACLU al Brennan Center, oltre al sostegno nelle singole azioni giudiziarie. Per esempio, il caso “FBI contro Fikre” alla Corte Suprema.
Per approfondire
- Leggi il memorandum Countering Domestic Terrorism and Organized Political Violence.


















