Cybersicurezza, i modelli AI aiutano a pianificare attacchi informatici contro le reti idriche ed elettriche

Uno studio ha evidenziato le potenzialità dell’AI nella possibile preparazione di un attacco cyber contro le infrastrutture critiche.

L’AI può aiutare a pianificare attacchi cyber contro le infrastrutture critiche, siano impianti idrici o reti elettriche. Non può agire e attaccare da sola ma può essere un supporto fondamentale in fase di preparazione.

È quanto emerge da uno studio che ha pubblicato la società di cybersecurity Frenos, poi ripreso da Sam Sabin per Axios. Alla base del rapporto c’è un test su dieci modelli su 16980 prove, di cui tre hanno elaborato piani d’attacco giudicati efficaci in circa il 90% dei tentativi.

Un modello non può di per sé individuare un impianto preciso e attaccarlo. Dai test si nota però la capacità della messa “in sequenza passaggi plausibili in un ambiente simulato“. I modelli AI più avanzati possono perciò già contribuire in modo significativo alla pianificazione di attacchi informatici contro ambienti OT (Operational Technology).

Il valore numerico dell’analisi

Lo studio ha valutato la capacità dei modelli AI di pianificare attacchi informatici in ambienti industriali simulati, verificando se le sequenze di azioni proposte raggiungessero l’obiettivo. I tre modelli più performanti, come già evidenziato, hanno ottenuto un successo vicino al 90%.

Altri tre modelli di frontiera hanno registrato tassi di successo complessivi più bassi: 31,9%, 18,8% e 17,9%. Il modello open-weight straniero migliore ha raggiunto il 36,2%, contro il 5,2% del migliore tra quelli statunitensi. In ogni caso, i nomi dei modelli non sono stati divulgati.

I vantaggi operativi

L’aspetto fondamentale del rapporto, come si è visto nei casi di diversi impianti di trattamento delle acque reflue negli Usa, è la dipendenza di queste infrastrutture critiche dalla tecnologia operativa, o OT. Si tratta di sistemi digitali che monitorano e controllano processi fisici. In questa sede un incidente cyber può avere conseguenze concrete sui servizi, sulla sicurezza degli impianti e sulla continuità delle operazioni.

Queste reti hanno esigenze diverse dai sistemi informatici aziendali. Devono infatti funzionare continuamente e non sempre possono essere aggiornate o testate senza cautele. Imprevisti o comandi anomali possono allora interferire con processi delicati. NIST e CISA sottolineano che la sicurezza OT deve tenere insieme protezione informatica, affidabilità, continuità operativa e sicurezza fisica.

Se i risultati hanno misurato la capacità di pianificazione in simulazione, non la capacità di condurre autonomamente attacchi contro infrastrutture reali, si rimarca come il possibile vantaggio per un aggressore sia soprattutto nella preparazione.

Un modello può aiutare ad analizzare informazioni già raccolte, ricostruire relazioni tra componenti e individuare quali passaggi potrebbero avvicinare a un obiettivo. Se integrato in strumenti più ampi, potrebbe inoltre lavorare a lungo e passare al vaglio grandi quantità di dati.

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