“Il Cyber Command Usa ha contribuito a preparare il terreno per l’operazione“, così POLITICO nel ripercorrere le fasi preparatorie di Washington contro Caracas.
“Sabato, Donald Trump ha suggerito il ricorso, da parte degli Usa, di attacchi cyber per interrompere l’erogazione di elettricità a Caracas durante la cattura di Nicolás Maduro“.
Così POLITICO, che ha aggiunto: “Se fosse vero, sarebbe uno dei principali usi pubblici del potere informatico di Washington contro un altro Stato nella storia recente. In genere queste operazioni sono altamente riservate, visto che gli Usa sono uno dei Paesi più avanzati al mondo nel cyberspazio“.
L’offensiva di sabato della Delta Force ha segnato la fase finale, all’interno di una serie di operazioni cibernetiche volte ad indebolire le infrastrutture venezuelane.
La dinamica degli eventi
“Era buio e le luci di Caracas erano in gran parte spente, grazie a una certa competenza che abbiamo”. Questo il commento di Trump, che ha rimarcato la vicenda durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago.
Il Generale Dan Caine, a capo del Joint Chiefs of Staff, durante la stessa conferenza stampa, ha aggiunto ulteriori aspetti tecnici. Nel dettaglio, che il Cyber Command Usa, lo Space Command Usa e i comandi combattenti “hanno iniziato a stratificare diversi effetti” per “creare un percorso” per le forze statunitensi. Le quali, hanno poi attaccato il Venezuela lo scorso sabato mattina presto.
Attacchi mirati?
Altre conferme sono arrivate in questi termini: “Il gruppo di monitoraggio Internet NetBlocks ha segnalato una perdita di connettività Internet a Caracas durante le interruzioni di corrente sabato mattina presto“.
Alp Toker, fondatore di NetBlocks, ha dichiarato sabato in una e-mail che se gli attacchi informatici hanno contribuito a queste interruzioni, “saranno stati mirati“. Senza che abbiano avuto alcuna influenza “sullo spazio di rete più ampio”.
Il parere dell’esperto Emanuele De Lucia
L’esperto di sicurezza informatica Emanuele De Lucia ha spiegato: “Credo che le operazioni nel dominio cyber possano aver quanto meno supportato l’interdizione della rete elettrica. E insieme, l’interruzione delle comunicazioni satellitari, così come forse la manipolazione o la corruzione dei dati per SEAD (contrasto difesa aerea)“.
Poi, ha aggiunto: “Credo che anche l’attacco a PDVSA ed ai sistemi di pagamento (avvenuti prima) facciano parte della strategia“.
ll valore del petrolio oltre la cyber
Proprio la compagnia petrolifera nazionale venezuelana PDVSA, il mese scorso, aveva accusato il Governo statunitense di un attacco cyber per bloccare le operazioni di stoccaggio e trasporto.
“L’Amministrazione Trump“, ha sottolineato POLITICO, “non ha commentato pubblicamente il coinvolgimento americano nell’attacco“. Sebbene la produzione di petrolio, la raffinazione e la distribuzione nazionale non ne abbiano risentito , grandi problemi avrebbero invece interessato le esportazioni.
Considerando il valore che questo settore ha nell’economia venezuelana (di fatto un Paese rentiero), il danno avrebbe potuto avere delle proiezioni anche nel medio periodo. Gli stravolgimenti interni, senza dubbio, avranno delle ripercussioni dirette su tutto il settore.
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