BRICS, al vaglio investimenti strutturali per cavi sottomarini ad alta velocità

I Paesi BRICS hanno definito uno studio congiunto, in sinergia tra diversi piani nazionali, per costruire una rete di comunicazione ad alta velocità. Dalla messa a fattore comune della posa di cavi sottomarini si potrebbe creare nuovo valore, aiutando le economie emergenti.

Nuove infrastrutture IT per il Sud globale

Su proposta del Brasile, i Paesi BRICS hanno assunto l’impegno di studiare la fattibilità di costruire in sinergia una rete di comunicazione ad alta velocità, strutturata sulla posa congiunta di cavi sottomarini.

La misura era già stata oggetto di dibattito per i Ministri della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione del gruppo. Inoltre è stata inclusa nella Dichiarazione finale del 17° vertice. Vertice che si è tenuto a Rio de Janeiro, lo scorso 6 e 7 luglio 2025. Proprio il Brasile, attualmente, ricopre il ruolo di Presidente di turno del gruppo.

Nato nel 2009, quello dei BRICS è un gruppo che riunisce i rappresentanti di 11 Paesi membri permanenti. Oltre a Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa si sono aggiunti Iran, Arabia Saudita, Egitto, Etiopia, Emirati Arabi Uniti e Indonesia. Vi sono poi altri Stati, con lo status di ‘partner‘, ossia Bielorussia, Bolivia, Kazakistan, Thailandia, Cuba, Uganda, Malesia, Nigeria, Vietnam e Uzbekistan.

La missione dei BRICS

La missione dei BRICS è quella di promuovere un modello ‘alternativo’ di relazioni economiche internazionali. Un modello che sia imperniato sulla cooperazione ‘win-win‘, piuttosto che su modelli asimmetrici e diseguali estrattivi del valore, tra i centri, le semi-periferie e le periferie del Mondo.

Temi tutti declinabili in relazione ai vari focus sull’indipendenza (o la sovranità) digitale. Basti pensare che attualmente la rete mondiale di cavi sottomarini si estende per circa 1,4 milioni di chilometri e trasporta oltre il 95% del traffico Internet intercontinentale.

È attraverso cavi in fibra ottica installati sul fondo degli Oceani che i dati su larga scala vengono trasmessi tra i continenti e tra i Paesi, a livello globale. Questi cavi consentono di effettuare tantissime operazioni (oltre alle comunicazioni) e persino l’abilitazione del traffico sullo stesso Internet

La maggior parte di questi cavi, però, proviene da Paesi occidentali (come gli USA o la Francia) o al massimo dalla Cina. Pechino, allora, in virtù delle competenze e delle catene del valore che controlla potrà dare un preciso supporto al piano.

Gli ambiti dell’analisi

Lo studio costituirà la prima fase del progetto, promuovendo la condivisione dei dati tra i paesi e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI). Dal punto di vista politico e geopolitico la costruzione di infrastrutture IT – alternative alle reti principali – ha ovviamente un suo significato simbolico.

I progressi di Brasile, Russia, Indiana, Cina e Sud Africa nella dedollarizzazione e nella produzione di energia verde- Phenomenal World Credits

Siamo in un momento storico, in cui la questione dei dati è decisiva per un’agenda di sviluppo dei Paesi. Dobbiamo avere il nostro cavo, in cui i dati sono nostri, o provenienti da questi Paesi”. Così il Ministro della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione del Brasile, Luciana Santos, in un’intervista che ha rilaciato a Empresa Brasil de Comunicação (EBC) lo scorso 6 luglio.

Con queste parole il Ministro ha offerto ha riassunto. E lo ha fatto – sottolineando il fulcro della questione – ribadendo l’importanza del piano per le agende si sviluppo degli Stati che contribuiranno all’analisi.

Un nuovo valore per l’AI

Nella Dichiarazione finale del 17° Vertice di Rio-Janeiro,Paesi hanno rimarcato con forza la loro volontà. Da qui: “Accogliamo con favore la proposta brasiliana di discutere, nel 2025, la realizzazione di uno Studio di fattibilità tecnica ed economica per la creazione di una rete di comunicazione ad alta velocità. Questa, attraverso cavi sottomarini tra i Paesi BRICS.

Oltre alla Dichiarazione di Rio de Janeiro, si è approvato un documento specifico sull’amministrazione globale dell’AI. Dall’affermazione di altri paradigmi in materia, dunque, potranno sorgere grandi opportunità di ricerca e sviluppo per quei Paesi che si sono affacciati a questo settore ‘solo’ recentemente.

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