Sicurezza e cybersicurezza nell’Oceano Pacifico. La rete di alleanze dell’Australia

Negli ultimi anni il Pacifico è divenuto anche un terreno di competizione per la sicurezza (anche, ma non solo, informatica) con ricadute significative per diversi Paesi della regione.

La regione del Pacifico ha un’importanza fondamentale nella definizione dei rapporti di forza internazionali. Per quelle acque transitano alcune delle principali rotte commerciali del mondo che collegano le regioni e i principali porti dell’Asia orientale con gli Usa e il continente americano. E non è un caso se gli Usa mantengono basi militari su numerose isole e atolli nella regione, come linea difensiva fondamentale per garantire la propria sicurezza e come strumento di proiezione della forza oltreoceano.

Negli ultimi anni il Pacifico è divenuto anche un terreno di competizione per la sicurezza (anche, ma non solo, informatica) con ricadute significative per diversi Paesi della regione.

La centralità di Timor Est

Il 22 ottobre 2026 l’Australia, uno dei grandi attori della regione, ha siglato un accordo quadro bilaterale di cooperazione in materia di difesa con Timor Est. L’accordo prevede che Canberra impieghi circa 62 milioni di dollari australiani per sicurezza informatica, marittima, infrastrutturale e per gli aiuti in caso di calamità naturale.

Timor Est è un piccolo Stato che occupa la parte orientale dell’isola di Timor (l’altra parte è territorio dell’Indonesia) ed è separata dall’Australia da poche centinaia di chilometri di mare. La città di Darwin, nel nord dell’Australia e affacciata proprio sul Mare di Timor, ospita un contingente di marines statunitensi.

La posizione di Timor Est è dunque fondamentale per la sicurezza australiana, soprattutto perché la Cina ha inviato il suo Ministro della Difesa, Dong Jun, a Dili (capitale di Timor Est) lo scorso giugno, mentre il Ministro degli Esteri timorense, Bendito dos Santos Freitas, ha incontrato il suo omologo russo Lavrov in un viaggio a Mosca questo mese.

L’accordo con Timor Est è solamente l’ultimo di una serie più lunga: a luglio 2026 è entrato in vigore un trattato siglato a ottobre 2025 tra Australia e Papua Nuova Guinea: il Pukpuk Treaty. Questo prevede una cooperazione nel settore della difesa e rende ufficiale la prima alleanza formale nella storia di Papua Nuova Guinea e la prima per l’Australia negli ultimi settant’anni. Il Pukpuk Treaty sancisce inoltre un impegno dei due Paesi alla difesa reciproca e al riconoscimento del fatto che un attacco contro uno di essi sarà considerato come una minaccia per entrambi e per l’intera regione. Oltre a questo, il trattato rafforzerà la cooperazione tra i due Paesi e sosterrà l’espansione e la modernizzazione delle relazioni nel settore della difesa.

Il Veitacini Treaty tra l’Australia e le Figi

Sempre nel luglio 2026 è stato firmato anche il Veitacini Treaty tra l’Australia e le Figi. L’accordo, anche noto come Ocean of Peace Alliance, formalizza l’alleanza tra i due Paesi, i quali hanno riconosciuto che un attacco armato contro Australia o Figi sarebbe pericoloso per la pace e la sicurezza reciproche, nonché per la sicurezza della regione del Pacifico.

Ocean of Peace prevede inoltre la possibilità che altri Paesi della regione entrino nel Trattato e già pochi giorni dopo la firma, la Nuova Zelanda ha dichiarato di accogliere con favore l’iniziativa e ha espresso interesse per un suo eventuale ingresso in quella che si configurerebbe come una nuova architettura per la sicurezza del Pacifico meridionale. Il legame tra Nuova Zelanda e Figi è inoltre stato ulteriormente stretto nel mese di ottobre 2026 quando il governo di queste ultime ha approvato una collaborazione semestrale con il Servizio di intelligence per la sicurezza della Nuova Zelanda (NZSIS). L’iniziativa servirà per valutare la struttura dei servizi segreti delle Figi e raccomandare eventuali riforme, con lo scopo di migliorare la condivisione delle informazioni e il coordinamento tra le agenzie, in particolare facendo seguito all’avvertimento da parte degli Usa di presunti attacchi informatici portati avanti dalla Cina a danno delle Figi.

Contestualmente alla firma di Ocean of Peace, Australia e Figi si sono legate anche con un secondo accordo, la Vuvale Union (estensione della Vuvale Partnership del 2023) che prevede una collaborazione più ampia e strutturale anche in materia di integrazione economica, mobilità della forza lavoro, investimenti e istruzione.

L’accordo con Vanuatu

Il mese precedente, a giugno 2026, il primo ministro australiano Anthony Albanese e il suo omologo di Vanuatu, Jotham Napat, hanno siglato a Canberra il Vanuatu–Australia Nakamal Agreement. L’accordo rafforza la cooperazione tra i due Paesi (con l’Australia che già prima forniva servizi di polizia allo stato insulare) e in particolare Vanuatu beneficerà di supporto negli ambiti della sicurezza marittima, informatica e dell’intelligence. Vanuatu si è inoltre impegnata a consultare l’Australia prima di valutare il coinvolgimento di terze parti nelle proprie infrastrutture critiche.

Come visto, sicurezza, cybersicurezza e intelligence sono le questioni al centro di molteplici trattati stipulati negli ultimi mesi dall’Australia con diversi Stati del Pacifico e che coinvolgono anche altri importanti attori regionali come la Nuova Zelanda. Secondo quanto riportato da numerosi media, l’Australia starebbe cercando di costruire una rete di alleanze più o meno formali per contrastare la crescente influenza di Pechino nel Pacifico meridionale, a partire dall’accordo di sicurezza siglato tra la Cina e le Isole Salomone nel 2022.

Seguici anche sul nostro canale WhatsApp


Novità su Google: per aggiungere Cybersecurity Italia tra le tue fonti preferite, clicca qui
Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Da sempre appassionato di scrittura, di storia e di mappe, ho conseguito due lauree per poter coniugare questi campi: una triennale in Scienze della Comunicazione e una magistrale in Relazioni Internazionali. La collaborazione con AMIStaDeS ha fatto espandere i miei orizzonti, consentendomi di esplorare settori nuovi e di approfondire le mie vecchie passioni. Negli ultimi anni mi sono dedicato principalmente alla comunicazione applicata alla politica e ai conflitti: dalla propaganda alla deterrenza nucleare al cyberspazio, il campo di battaglia in cui si combattono le guerre digitali.

Related Posts

Ultime news

kill-switch
Polizia Postale Profili Biglietti
Corea Leak
Italia Sistemi Refrigerazione
Europa Refrigerazione
Feratel
Ucraina Russia Telefoni
Usa Refrigerazione