Le interferenze GPS in Bulgaria durante l’atterraggio di Ursula von der Leyen sarebbero dovute al jamming, un fenomeno che ha messo in luce le vulnerabilità dell’infrastruttura europea.
Dietro l’atterraggio di von der Leyen
L’attacco jamming (disturbo radar) sopra la Bulgaria durante l’atterraggio di Ursula von der Leyen ha costretto a gestire la manovra per mezzo di mappe manuali. Alcuni hanno già parlato di operazione russa, mentre si moltiplicano le riflessioni intorno alla sicurezza delle infrastrutture europee.
L’aereo – un Dassault Falcon 900LX – era decollato da Varsavia alle 14.37 ed era diretto a Plovdiv, in Bulgaria. Durante le fasi di preparazione dell’atterraggio, la qualità del segnale è crollata. Così i piloti hanno dovuto eseguire più circuiti attorno allo scalo, per poi procedere con l’atterraggio “manuale”, utilizzando le mappe (oggi spesso in formato PDF sui tablet di bordo).
Il Financial Times ha riportato la circostanza, che poi ha trovato una conferma da parte dei funzionari di Eurocontrol e di varie piattaforme che monitorano le interferenze ai segnali satellitari.
La minaccia del jamming
In termini tecnici con jamming/spoofing si indica un disturbo o una falsificazione dei segnali satellitari. Questo disturbo manda in confusione i sistemi di bordo e rende inutilizzabili gli avvicinamenti basati su GNSS.
La dinamica che ha portato il Presidente della Commissione europea al cambio di programma non è stata però una novità. Anzi. Sono ormai due anni che lungo i confini orientali dell’UE si sarebbero moltiplicati queste interferenze. Diverse piattaforme di monitoraggio hanno segnalato, in media per ogni giorno, da decine fino a più di cento centinaio di aeromobili con problemi seri.
Lo scorso anno quello della Bulgaria è risultato tra gli spazi aerei più colpiti. Innumerevoli sono stati i casi di voli di linea che hanno subito un cambio di tratta o hanno riscontrato difficoltà negli atterraggi in presenza di disturbi al GPS.
Vulnerabilità europee
L’ultimo caso ha rimarcato una vulnerabilità strutturale, ossia una dipendenza europea da un’infrastruttura PNT (Positioning, Navigation, Timing) dominata da segnali satellitari deboli per natura. Segnali che proprio per questo sono facilmente disturbabili. Le mappe “di carta” — oggi digitali — restano una cintura di sicurezza, ma non possono essere la strategia.
Attualmente, l’Europa dispone del sistema Galileo, già operativo. Inoltre, sta accelerando sul Public Regulated Service (PRS), il segnale cifrato per usi governativi e critici. La capacità di risposta alle crisi e ai disservizi passa da:
- ricevitori multi-costellazione (GPS + Galileo + altri).
- Procedure di fallback non-GNSS (ILS, VOR/DME) sugli aeroporti.
- Backup terrestri (C-PNT), come eLoran e distribuzione del tempo su fibra per i servizi essenziali.


















