Tra le misure al vaglio, la segretazione dei voli di Stato. E insieme, la riduzione dei dati pubblicati sul sito di Palazzo Chigi, la schermatura degli aeromobili dai portali di tracking e il rafforzamento delle procedure anti-interferenza.
Migliorare la sicurezza dei voli
Dopo il sospetto attacco di interferenza russa – con cui sono stati disattivati i servizi di navigazione GPS in un aeroporto bulgaro e costretto l’aereo della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ad atterrare usando mappe cartacee, anche il Governo italiano è subito passato al vaglio di alcune contromisure. Episodi simili sono “quasi la normalità, perché la guerra ibrida, gli attacchi hacker sono centinaia tutti i giorni“, ha dichiarato il Ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo quanto ha riportato la Repubblica.
Proprio Crosetto ha riportato al centro del dibattito la possibilità di segretare, almeno in parte, i voli di Stato. Al netto delle accuse e delle smentite formali, denunce sono arrivate anche dal capo della Bundeswehr, le forze armate tedesche.
Anche il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR) si è attivato e ha chiesto informazioni sugli ultimi episodi.
L’ordine delle possibili risposte
Nel Governo, intanto, si ragiona sulle possibili migliorie da apportare al sistema, a partire dalla segretazione dei voli di Stato. Il tutto, fermo restando le esigenze di trasparenza, i cui requisiti minimi trovano disciplina in una norma specifica. In effetti, ai sensi dell’articolo 3 del Decreto del 6 luglio 2011:
1. I voli di Stato devono essere limitati al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Corte costituzionale.
2. Eccezioni rispetto a questa regola devono essere specificamente autorizzate, soprattutto con riferimento agli impegni internazionali, e rese pubbliche sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, salvi i casi di segreto per ragioni di Stato.
Proprio quei “casi di segreto per ragioni di Stato” restano a discrezione dell’esecutivo. Per le trasferte internazionali, “in capo al Governo resterebbe naturalmente l’obbligo di fornire la diplomatic clearance“, ossia l’autorizzazione per sorvolare lo spazio aereo di un altro Paese. Tutto il resto no.
Sul tema dei siti specializzati – che tracciano in tempo reale gli spostamenti di tutti i voli – si potrebbe invece intervenire oscurando o rimuovendo quelli più sensibili. Per altro, già in febbraio, si era cancellato da Flightradar l’aereo della Presidenza del Consiglio. Per ragioni di sicurezza (e di Stato), i voli della presidente del Consiglio e dei Ministri “potrebbero essere schermati anche dagli altri portali“.
Marco Lisi Turriziani (Inviato speciale per lo Spazio del Ministero degli Esteri): “GPS fondamentale, ma non è il cuore primario e certificato della navigazione“
A proposito delle interferenze GPS è intervenuto l’esperto aerospaziale Marco Lisi Turriziani, Inviato speciale per lo Spazio del Ministero degli Esteri. Su Linkedin l’esperto ha analizzato le ultime vicende, ridimensionando la gravità dell’episodio.
Così Turriziani: “Non sorprende che in un’area non così lontana dalle zone in guerra il GPS possa essere interferito. La storia drammatizzata diffusa sul volo della von der Leyen è tuttavia ridicola. Sui Falcon Jet (Dassault), come su tutti i jet business e commerciali moderni, il GPS non è il sistema primario di navigazione. Ma è una delle fonti di posizione utilizzate dal Flight Management System (FMS) e dall’Inertial Reference System (IRS/INS)”.
Poi, ha aggiunto: “Il sistema primario di navigazione è dato dagli IRS/INS (Inertial Reference System/Unit), che forniscono in autonomia una serie di informazioni. Ossia posizione, velocità e assetto senza bisogno di segnali esterni. Il GPS viene utilizzato come sorgente di aggiornamento per correggere le derive inevitabili dei sistemi inerziali, fornendo così una maggiore precisione e continuità”.
Turriziani ha inoltre spiegato: “Il FMS integra tutte queste informazioni (IRS + GPS + radioassistenze come VOR/DME, ILS ecc.) e fornisce al pilota/autopilota la posizione e la rotta da seguire. Quindi il GPS è fondamentale, ma il cuore primario e certificato della navigazione restano i sistemi inerziali, con ridondanza multipla”.














