La deputata brasiliana con cittadinanza italiana Carla Zambelli, già ricercata dall’Interpol, è stata arrestata a Roma. Era fuggita dal Brasile lo scorso maggio dopo aver ricevuto una condanna a dieci anni per l’hackeraggio del sistema informatico del Consiglio nazionale di giustizia.
Carla Zambelli in arresto
Carla Zambelli, deputata brasiliana con cittadinanza italiana ricercata dall’Interpol per crimini informatici, è stata arrestata a Roma. Era arrivata in Italia due mesi fa, fuggendo dal Brasile dove aveva subito una condanna a dieci anni per l’hackeraggio del sistema informatico del Consiglio nazionale di giustizia.
Lo scorso maggio, dopo la pronuncia della giustizia brasiliana la deputata ultra-conservatrice – esponente del Partito Liberale – era finita al centro di una nuova controversia di livello globale. L’Interpol, inoltre, l’aveva inserita nella sua ‘lista rossa’, ricercandola per l’appunto attivamente.
Il tutto ha destato scalpore anche per una questione di tempistiche ‘politiche’. La Zambelli – che in Brasile ha subito una condanna per aver violato il sistema informatico del Consiglio nazionale di giustizia e l’immissione di “falsi documenti” – ha parlato a sua volta di “persecuzione“.
Le richieste del Brasile e le possibili tempistiche
Lo scorso giugno, quando la politica era già in Italia, il Tribunale Supremo Federale brasiliano ne aveva richiesto l’estradizione in Brasile. Tuttavia, secondo quanto ha riportato il sito del quotidiano Folha de São Paulo, le tempistiche per il ritorno dovrebbero essere abbastanza lunghe.
Sarà ora fondamentale vedere ora quali richieste o quali istanze possa Brasilia cercare di far valere per rendere esecutiva la condanna. Roma, infatti, si riserva una parola importante in questo ‘caso’. In primo luogo, infatti, la giustizia italiana dovrà esaminare la richiesta del Brasile. Questo, per valutare l’eventuale soddisfazione dei requisiti dei trattati in vigore tra i due Paesi.
Alexandre de Moraes, giudice del Tribunale Supremo aveva richiesto l’estradizione (firmando l’atto lo scorso 11 giugno) e insieme disposto la detenzione definitiva della Zambelli. In secondo luogo aveva statuito ola perdita del mandato parlamentare. Da parte dello stesso giudice, comunque, l’impegno affinché la deputata non fosse sottoposta a condizioni degradanti.
Il valore della cittadinanza
A rendere ancora più complessa la questione potrebbe essere la doppia cittadinanza. Addirittura, come ha scritto l’AGI, in un primo momento “Zambelli aveva manifestato l’intenzione di candidarsi alle elezioni italiane del 2027, ma tale progetto è stato successivamente accantonato“. D’altronde estradare una cittadina (anche) italiana potrebbe costituire non pochi problemi formali e sostanziali.
Tanto che successivamente al suo approdo in Italia, il Fatto Quotidiano aveva spiegato: “Un’allerta rossa Interpol non legittima di per sé un mandato di arresto internazionale vincolante“.
E ancora: “Secondo le leggi italiane, infatti, l’estradizione è vietata per i suoi cittadini, salvo che sia prevista da un trattato internazionale. Zambelli potrebbe essere arrestata provvisoriamente, ma non sarà automaticamente estradata“.















