Mediterraneo orientale, gli Usa sosterranno il collegamento elettrico sottomarino tra Europa continentale e Cipro promosso dalla Grecia

Diplomazia al lavoro per ridurre le tensioni tra la stessa Grecia e la Turchia. L’infrastruttura, sviluppata dall’operatore della rete elettrica greca IPTO, prevede un investimento di circa 1,9 miliardi di euro.

Gli Usa sosterranno il progetto di un grande cavo elettrico sottomarino nel Mediterraneo orientale, promosso dalla Grecia, per connettere Cipro all’Europa continentale. Lo ha confermato il Segretario di Stato americano Marco Rubio in un’intervista al quotidiano greco Kathimerini, pubblicata giovedì scorso.

Rubio ha aggiunto che Washington intende utilizzare i canali diplomatici per superare gli ostacoli, tutti legati alla storica disputa greco-turca, che ne stanno rallentando la realizzazione.

L’infrastruttura, sviluppata dall’operatore della rete elettrica greca IPTO, prevede un investimento di circa 1,9 miliardi di euro. Oltre al collegamento principale, il progetto iniziale prevede un’estensione successiva verso Israele, “rafforzando l’integrazione energetica della regione“.

Il valore del collegamento per Cipro

Per Cipro, il collegamento riveste un’importanza nevralgica. L’isola è infatti l’unico Paese dell’Unione Europea privo di un’interconnessione con i mercati elettrici degli altri membri.

La realizzazione del cavo consentirebbe di collegare il sistema elettrico cipriota a quello europeo. Migliorerebbe così la sicurezza degli approvvigionamenti. L’integrazione con i mercati esistenti creerebbe poi nuove possibilità di scambio di energia.

Il progetto si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento delle interconnessioni nel Mediterraneo. Nella regione, infatti, reti energetiche sono diventate un elemento centrale della competizione geopolitica e della strategia europea di diversificazione.

La disputa marittima tra Atene e Ankara rallenta i lavori

Nonostante siano entrambi Paesi della Nato, la Grecia e la Turchia sono due avversari geopolitici. Sia Atene che Ankara considerano il Mediterraneo Orientale come proprio quadrante geopolitico e geo-economico di riferimento. La contesa riguarda la delimitazione delle acque territoriali, i diritti sul fondale marino, lo sfruttamento delle risorse energetiche e il controllo strategico dell’Egeo e del Mediterraneo orientale.

Atene, per altro, ha firmato e ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) – anche in quanto Paese UE – a differenza della Turchia, che non ha mai nemmeno firmato il trattato. Almeno dal lato greco, dunque, le rivendicazioni avrebbero un fondamento giuridico, importante per formalizzare una ritrovata volontà di potenza, se non altro in proiezione.

Il progetto del cavo elettrico sottomarino tra Grecia e Cipro, destinato in prospettiva a raggiungere Israele (i rapporti tra Tel Aviv e Ankara sono peggiorati negli ultimi anni), potrebbe allora ridefinire gli equilibri. Da questo punto di vista, la libertà di navigazione e operativa per la Turchia subirebbe un’evidente limitazione.

Uno dei principali ostacoli riguarda le indagini sui fondali marini necessarie a definire il tracciato del collegamento elettrico. La Grecia intende riprendere al più presto le attività di rilevamento sottomarino. La Turchia, al contrario, sostiene che queste operazioni richiedano un coordinamento preventivo tra i due Paesi.

Il motivo è che questo tracciato interesserebbe un’area riconosciuta dall’accordo marittimo del 2019 tra Ankara e la Libia (sottoscritto con l’allora Primo Ministro di Tripoli Fayez al-Sarraj).

Il Governo greco ha respinto tale accordo, contestandone le implicazioni nella delimitazione delle aree marittime nella regione. Il sostegno diplomatico di Washington potrebbe contribuire a favorire un’intesa. Restano però da chiarire le modalità con cui le attività di rilevamento e la successiva posa del cavo potranno procedere senza aggravare le tensioni.

Meridiam entra nel progetto

Sul fronte finanziario, il progetto ha registrato un passaggio significativo in agosto. Due mesi fa, in effetti, il gruppo francese di investimento Meridiam ha firmato un accordo per diventare azionista di maggioranza dell’iniziativa.

L’ingresso di un investitore internazionale – in questo caso legato alla Francia – potrebbe contribuire a rafforzare la struttura finanziaria dell’opera. Nonché, a sostenere le successive fasi di sviluppo. Fasi successive in cui sarà fondamentale garantire la sicurezza necessaria.

Di questi argomenti si parlerà nel corso della 3^ edizione di Space & Underwater, la conferenza internazionale organizzata e promossa da Cybersecurity Italia in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che si terrà il prossimo 1° dicembre presso l’Auditorium “Luigi Broglio” a Roma

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