Usa, nuovo piano per aumentare il controllo del Governo federale sui cavi sottomarini

Due gli obiettivi, tagliare quote di mercato alle aziende cinesi e nel contempo valorizzare una corsia preferenziale per quelle americane.

La Federal Communications Commission (FCC) degli Usa ha annunciato un piano per rafforzare significativamente la supervisione del Governo dei cavi sottomarini per telecomunicazioni. Da queste infrastrutture transita infatti circa il 99% del traffico Internet globale.

L’obiettivo è quello di creare un canale privilegiato per le aziende statunitensi, velocizzando le autorizzazioni e limitando ulteriormente la presenza di tecnologie cinesi nelle reti strategiche. Per la prima volta, sarà introdotto un sistema di licenze obbligatorie per gli operatori dei sistemi terminali dei cavi sottomarini. Si tratta di quei dispositivi che collegano i cavi oceanici alle infrastrutture terrestri.

La misura, sottolinea la Reuters, “potrebbe favorire grandi gruppi tecnologici americani come Meta, proprietaria di Facebook e Google, controllata da Alphabet“. Questi ultimi potrebbero ottenere più rapidamente le autorizzazioni necessarie per realizzare e gestire nuovi sistemi che sostengano la crescente domanda globale di traffico dati.

Sicurezza Nazionale al centro del piano

Con l’esplosione della domanda globale di connettività e l’importanza strategica sempre maggiore delle reti sottomarine, l’iniziativa della Commissione ha una forte valenza geo-economica.

Il progetto della FCC rappresenta infatti un ulteriore passo nella crescente competizione tecnologica e geopolitica tra Usa e Cina. Si consideri, per altro, che negli ultimi tre anni l’Asia è stata la principale area di sviluppo infrastrutturale, con circa 2 miliardi di dollari investiti in nuovi cavi, seguita dalle rotte transpacifiche con 1,7 miliardi.

Per accedere alla corsia preferenziale prevista dalla FCC, “gli operatori dovranno adottare rigorosi standard di sicurezza, finalizzati a prevenire attività di spionaggio e altri incidenti informatici“. Le aziende saranno inoltre tenute a monitorare costantemente la conformità alle normative sulla Sicurezza Nazionale e sulla protezione dei dati.

Un altro requisito fondamentale sarà l’impegno a non utilizzare apparecchiature straniere considerate potenziali rischi per la sicurezza delle infrastrutture critiche.

Preoccupazioni per i sabotaggi

Il tema, ovviamente, non ha soltanto una dimensione cibernetica ma anche cinetica, con i rischi connessi a danneggiamenti e sabotaggi. Ad aprile, il Presidente della Commissione Esteri del Senato americano, Jim Risch, aveva in tal senso chiesto un rafforzamento delle iniziative internazionali per proteggere queste infrastrutture strategiche.

Per fermare i sabotaggi sottomarini dobbiamo denunciarli apertamente quando avvengono e identificare pubblicamente i responsabili, quando possibile”, aveva dichiarato Risch. “Serve inoltre uno sforzo internazionale coordinato per aumentare la resilienza delle infrastrutture sottomarine e ridurre l’impatto di eventuali attacchi“.

Nuove restrizioni contro i fornitori cinesi

Le ulteriori limitazioni contro la Cina riprendono alcuni obblighi degli scorsi anni. Già nel 2024 la FCC aveva vietato l’utilizzo, negli impianti dei cavi sottomarini, di sistemi e servizi forniti da aziende presenti “nella lista delle società ritenute una minaccia per la sicurezza nazionale degli Usa“.

Tra le aziende già colpite dal divieto figurano Huawei, ZTE, China Telecom e China Mobile. Le nuove regole potrebbero arrivare ad impedire l’impiego di componenti provenienti non solo dalla Cina. E con la Repubblica asiatica anche “da qualsiasi altro Paese considerato un avversario strategico di Washington“.

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