“Gli algoritmi non si sostituiranno mai a quello che fa la differenza nei momenti decisivi, il cuore, la passione“. E’ stata questa la linea guida dell’intervento che Giorgia Meloni ha tenuto alla Cerimonia di Giuramento dei neoassunti del Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica.
Meloni ai nuovi 007: “Più degli algoritmi conta il cuore”
“È probabile che in futuro ci saranno algoritmi che arriveranno a pianificare meglio dell’uomo un’operazione. Oppure, persino a capire la variabile fondamentale di un determinato scenario poco decodificabile. Tuttavia, per quanto performanti possano essere, gli algoritmi non si sostituiranno mai a quello che fa la differenza nei momenti decisivi. Il cuore, la passione, la creatività, l’amor di patria“.
Così il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento alla cerimonia di giuramento dei nuovi assunti del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.
La cerimonia si è tenuta lo scorso 15 luglio alla presenza alla del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio – Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano. Con lui, i direttori dell’AISI, Bruno Valensise e dell’AISE, Giovanni Caravelli. Oltre a Meloni, poi, è intervenuto anche il Direttore generale del DIS, Vittorio Rizzi.
Il Presidente del Consiglio ha aggiunto: “Può darsi che algoritmi avveniristici sulla base di un’analisi costi-benefici considerino non solo di tenersi lontani dallo scenario della Striscia di Gaza. Invece i vostri colleghi sono lì. E si prodigano per portare in Italia decine di bambini feriti con le loro famiglie per affidarli alle cure dei nostri ospedali eccellenti“.
Di qui: “Ecco la differenza tra gli uomini e la macchina. Questa è la cifra dell’uomo ed è la cifra dell’intelligence italiana. E la sua anima è il sigillo che la rende riconoscibile all’estero, dove proprio grazie all’intelligence noi veniamo spesso percepiti in modo completamente diverso dagli altri“.
L’importanza delle informazioni nella Difesa
In primo luogo, Meloni era intervenuta ribadendo il valore dell’intelligence per l’Italia. Così verso i nuovi assunti: “Sono consapevole di come la vostra scelta e il giuramento di fedeltà alla Repubblica che vi apprestate a fare tra poco sia qualcosa che merita di essere sottolineato. Giurate fedeltà alla Repubblica, vi impegnerete a difendere in modo solenne la vostra nazione, sua sicurezza, la sua sovranità. E sono convinta che questo gesto non sia una procedura, un atto formale, ma rappresenti qualcosa di molto più profondo“.
Sempre la Premier, ponendo l’accento sulla complessità del presente, sottolineava: “Pronunciate un atto d’amore nei confronti della vostra patria, del vostro popolo. E lo fate con una consapevolezza di giurare di difendere nazione sapendo che tutto quello che farete nella vostra carriera rimarrà sconosciuto ai più”.
Poi, ha aggiunto: “Scegliete di giurare di servire la nazione ben sapendo che tutte le persone la cui vita salverete o migliorerete, non potranno dirvi grazie perché non sapranno che lo avete fatto voi“.
Quello dei servizi di sicurezza resta infatti un lavoro silenzioso. Un lavoro, che nei decenni si è strutturato sul patrimonio di competenze e di capacità del comparto dei servizi di sicurezza nazionali. In un periodo in cui aumentano i conflitti – con la loro dimensione ibrida – lo spazio cibernetico è sempre più oggetto di attacchi e ostilità. Per questo sta cambiando il modo di fare intelligence.
Alle sfide del presente saranno chiamati i nuovi responsabili dei servizi di informazione. Ed è proprio questa la missione che il Presidente del Consiglio ha più volte, per l’appunto, ribadito.














