Commissione Europea, 4 bandi e 50 milioni di euro per la protezione delle infrastrutture ICT

La Commissione Europea ha lanciato 4 nuovi bandi, per un investimento complessivo di 50 milioni di euro, in funzione della protezione delle infrastrutture ICT.

La Commissione Europea ha lanciato 4 nuovi bandi sulla cybersecurity, per oltre 50 milioni di euro in investimenti complessivi, per la protezione delle infrastrutture ICT. I progetti rientrano all’intero del Programma Europa Digitale (Digital Europe Programme).

Secondo quanto ha spiegato la stessa Commissione, si punta a potenziare “la resilienza informatica dell’Unione Europea e a sostenere l’adozione di tecnologie di Difesa avanzate“.

SUW 2025

Il tutto servirà a “rafforzare la sovranità digitale del continente“. S’interverrà allora nello sviluppo delle soluzioni AI, supporto alle piccole e medie imprese (PMI), oltreché nei test di preparazione e protezione delle infrastrutture critiche digitali, anche sottomarine.

Di protezione delle infrastrutture digitali critiche si parlerà nel corso della 2^ edizione di Space & Underwater, la conferenza internazionale organizzata e promossa da Cybersecurity Italia il prossimo 3 dicembre, che si terrà presso la Caserma “Salvo d’Acquisto” a Roma.

Quando si potranno presentare le proposte?

Le proposte potranno essere presentate tramite il Funding & Tenders Portal dal 28 ottobre 2025 al 31 marzo 2026.

Ciascun bando è soggetto alla disciplina dell’articolo 12 del Regolamento (UE) 2021/694 istitutivo del Programma Europa Digitale. Suddetto articolo impone il rispetto dei requisiti di sicurezza UE per i soggetti partecipanti alle iniziative.

Si statuisce infatti, ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 1 che: “Le azioni realizzate nell’ambito del Programma sono conformi alle norme applicabili in materia di sicurezza“. Il tutto, “compresa la normativa dell’Unione e nazionale e in particolare in relazione alla protezione delle informazioni classificate dalla divulgazione non autorizzata“.

Inoltre, “per le azioni realizzate al di fuori dell’Unione utilizzando o producendo informazioni classificate, oltre alla conformità ai suddetti requisiti, tali azioni sono soggette alla la conclusione di un accordo“. Accordo, “in materia di sicurezza tra l’Unione e il paese terzo in cui è condotta l’attività“.

Quali sono i 4 bandi?

La tecnologia e le infrastrutture digitali hanno un ruolo fondamentale nella quotidianità dei cittadini e delle imprese, tanto che una risposta diretta ed efficace al rischio cyber è nevralgica. Nel dettaglio, sono questi i 4 bandi:

  • CYBER-09-CYBERAI (15 milioni di euro), per la creazione di soluzioni e piattaforme AI che operino nella sicurezza cibernetica.
  • CYBER-09-UPTAKE (15 milioni di euro), per la cybersecurity delle PMI europee.
  • CYBER-09-COORDPREP (10 milioni di euro), in prove e simulazioni di resilienza.
  • CYBER-09-CABLEHUBS (10 milioni di euro), sulla sicurezza per i cavi sottomarini e hub digitali. In quest’ultimo caso si specifica e ribadisce quanto “i cavi sottomarini siano le dorsali strategiche delle comunicazioni europee“.

Una nuova svolta europea

A Riga, soltanto pochi giorni fa, la vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen aveva annunciato nuove opportunità di finanziamento da 20 milioni di euro.

L’obiettivo è sempre stato quello di rafforzare la resilienza delle reti di cavi sottomarini, definite “i nostri salvagenti digitali”. Anche la vicepresidente sarà ospite della nostra Conferenza Space&Underwater Conference” che si terrà a Roma il 3 dicembre prossimo a Roma.

Nell’occasione, ha presentato anche il Rapporto del Gruppo di esperti della Commissione europea sulle infrastrutture di cavo sottomarino. Il documento ha individuato sette scenari di rischio, tra cui sabotaggi fisici e cyber, interruzioni della catena di fornitura, eventi naturali e instabilità geopolitiche.

Il Mar Rosso è indicato come il principale “collo di bottiglia”, con il 90% del traffico dati tra Europa e Asia che vi transita. Particolarmente vulnerabili le isole europee – Cipro, Irlanda e Malta – che dipendono interamente dai cavi sottomarini per la connettività.

Il nuovo piano d’azione europeo sulla sicurezza dei cavi, adottato nel febbraio 2025, è andato nella direzione indicata, coprendo tutte le fasi della resilienza. Ossia:

  • prevenzione.
  • Rilevamento.
  • Risposta.
  • Recupero
  • Deterrenza.

Finora, l’UE ha già investito 420 milioni di euro attraverso il Meccanismo per collegare l’Europa digitale, sostenendo 51 progetti del Global Gateway digitale. Da questa fase, si punta a strutturare una nuova ondata di iniziative per consolidare la sovranità tecnologica europea.

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