Quasi la metà dei satelliti diffonderebbe dati non crittografati, mettendo a rischio la sicurezza delle informazioni. Dall’altra parte, l’abilitazione della crittografia resta una variabile complessa e costosa. È questo il quadro che emerge da uno studio condotto dalle Università della California, di San Diego e del Maryland.
Nello Spazio, quasi la metà dei satelliti diffonderebbe dati non crittografati. Questo tema è emerso da uno studio congiunto delle Università della California, di San Diego e del Maryland, pubblicato lo scorso 13 ottobre. Il rischio, dunque, è la possibile l’intercettazione di chiamate, SMS e in generale di tutti i dati sensibili.
Nel dettaglio, gli analisti si sono concentrati sui satelliti geostazionari e dunque lo studio non ha preso in considerazione i satelliti ad orbita bassa (LEO), che nei prossimi anni si diffonderanno sempre di più. È proprio in tale ottica che si sta ragionando su quanto la crittografia post-quantistica possa essere sempre più essenziale per proteggere le comunicazioni spaziali.
Di Spazio, Difesa, Space Economy e sicurezza delle informazioni si parlerà nel corso della 2^ edizione di Space & Underwater, la conferenza internazionale organizzata e promossa da Cybersecurity Italia il prossimo 3 dicembre, che si terrà presso la Caserma “Salvo d’Acquisto” a Roma.
Perché non tutti i collegamenti satellitari GEO sono crittografati?
Gli analisti hanno spiegato: “Esistono migliaia di transponder satellitari geostazionari in tutto il mondo. I dati provenienti da un singolo transponder possono essere visibili da un’area grande fino al 40% della superficie terrestre. L’insieme dei dati può essere osservato passivamente da chiunque disponga di hardware di consumo del valore di poche centinaia di dollari“.
Il problema è che l’abilitazione della crittografia comporta dei costi diretti. Impone infatti “un sovraccarico aggiuntivo a una larghezza di banda già limitata“. Allo stesso tempo, l’hardware di decrittografia può superare il budget energetico dei ricevitori remoti fuori rete. I fornitori di terminali satellitari, poi, possono addebitare costi aggiuntivi per l’abilitazione della crittografia a livello di collegamento.
La logistica dei dati
Inoltre, la crittografia rende più difficile risolvere i problemi di rete e può compromettere l’affidabilità dei servizi di emergenza. “Alcuni utenti“, si legge ancora nello studio, “potrebbero rinunciare intenzionalmente alla crittografia. Altri, potrebbero non essere consapevoli del fatto che questi collegamenti non sono crittografati o sottovalutare il rischio e la facilità degli attacchi di intercettazione“.

In questi anni, le principali attenzioni di studiosi e attivisti sono state quasi tutte per le effettive garanzie di un uso quasi universale della crittografia per i moderni browser web. Dall’altro lato, però, le comunicazioni delle reti satellitari hanno ricevuto molta meno visibilità e attenzione.
Un tema, quello della diffusione dei dati con i satelliti nello Spazio, di carattere sistemico. I rischi per la riservatezza delle informazioni possono infatti incidere nella quotidianità dei cittadini e delle aziende, sfociando in problematiche su larga scala.
















