“Phica.net”, individuato l’amministratore del sito: italiano, ha 45 anni e risiede in Toscana

“Il sito è legale, non è morale”, ha spiegato il quarantacinquenne Vittorio Vitiello, residente a Firenze, presunto amministratore del forum sessista “Phica.net”.

Dietro la gestione del sito sessista “Phica.net”

Il gestore del sito sessista “Phica.net”, secondo quanto ha riportato Il Domani, sarebbe Vittorio Vitiello, 45 anni, residente a Firenze.

L’uomo già sentito dagli inquirenti, in seguito alla denuncia di Sara Funaro, Sindaco di Firenze. Le foto di Funaro, per altro – insieme a quelle di moltissime altre donne – erano finite sul portale.

A Roma, invece, la Polizia Postale avrebbe avuto un incontro con il Procuratore Aggiunto Giuseppe Cascini. Tuttavia, non c’è stata ancora l’apertura di fascicoli in materia.

La catena di gestione

Dall’analisi di Repubblica, che ha ripreso Domani, è emerso l’impiego di Vitiello, amministratore unico in Italia della società Lupotto Srl. Registrata a Firenze, la società si occupa, tra i vari ambiti, “di campagne pubblicitarie” e “organizzazione di eventi con l’ausilio di social network e l’utilizzo anche di attraverso influencer“.

Secondo un’analisi della società dell’esperto di intelligence cyber Alex Orlowsky, un uomo di nome Vittorio, nato nella stessa data di Vitiello, avrebbe fatto una serie di richieste economiche. E le avrebbe fatte proprio l’amministratore di “Phica.net“, sotto gli pseudonimi “Bossmiao”, “Phicamaster”, alle vittime che hanno scoperto le loro foto sui forum e la pioggia di commenti sessisti.

Dallo scorso 28 agosto si è proceduto a rimuovere i contenuti dal sito. Attualmente vi si trovano solo pop up pornografici accessibili a chiunque a prescindere dall’età. E cono loro, la scritta: “Tutte le discussioni sono rimosse e a disposizione delle autorità competenti in caso di denuncia, con log e informazioni”.

La versione di Vitiello: “Il sito è legale, non è morale

In un lungo post, Vitiello ha fornito la sua versione respingendo le accuse di estorsione, una delle ipotesi di indagine della Polizia Postale. Il presunto amministratore ha ricostruito una vicenda che è cominciata nel dicembre 2023, quando un utente gli ha chiesto di cancellare un messaggio di una donna che aveva un profilo su Onlyfans.

Dopo una prima rimozione, ha spiegato ancora la Repubblica, l’utente ha chiesto di rimuovere anche una discussione in cui l’oggetto del dibattito era la donna. Il responsabile della piattaforma si sarebbe invece preoccupato della censura. Da qui la sua risposta: “Una discussione senza immagini o video non è violazione di copyright, la rimozione sarebbe censura”.

A quel punto il gestore ha proposto un servizio a pagamento, ossia “la ricerca e la rimozione da parte di una persona del suo staff di tutti i messaggi in cui la protagonista è la ragazza di Onlyfans“. Il paragone è stato il seguente: “Se ordini una pizza e vai a prenderla di persona, non paghi alcun supplemento. La pizzeria però può proporti la consegna a domicilio con un costo aggiuntivo“.

In quel momento è cominciata una fase di offerte economiche e contrattazione, con tanto di sconti. L’accordo finale ha previsto un pagamento su Paypal con la prova della rimozione di tutti i collegamenti a piattaforme esterne come solopornoitaliani, yufap, itpornit dedicati alla ragazza.

A margine, tra l’utente e l’amministratore sarebbe sorta anche una polemica, con una minaccia di denunce singole e collettive della donna. Da parte sua, il gestore le ha risposto: “Il lavoro è una cosa, la morale un’altra. Il sito è legale, non è morale“.

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