In India è ormai confronto aperto tra Narendra Modi e Elon Musk per il controllo di Internet, dunque tra il Governo e uno dei più grandi imprenditori del digitale. Una sfida epocale, dai risvolti geopolitici e geo-economici.
X contro Nuova Delhi
In India è ormai confronto aperto tra Narendra Modi e Elon Musk per il controllo di Internet. Le prime avvisaglie delle ‘tensioni’ risalivano a due anni fa, quando su X era apparso un messaggio, proveniente da un account con poche centinaia di follower. Il post descriveva un politico di alto rango del Partito del Popolo Indiano, quello di maggioranza, come “inutile”.
Il contenuto ha destato sospetti e preoccupazioni, tanto da costringere alla richiesta di sua rimozione – non senza proteste – con un’annessa nota “riservata” che le autorità locali hanno scambiato con X. La piattaforma, da parte sua, ha inserito il post tra gli oltre cento che ha usato per intentare una causa (lo scorso marzo) contro il Governo indiano.
X ha infatti accusato Nuova Delhi di portare avanti una repressione generalizzata dei contenuti social, la cui responsabilità sarebbe imputabile alla stessa ‘Amministrazione del Primo Ministro Narendra Modi.
Il controllo di Internet in India
Dal 2023, in effetti, l’India avrebbe intensificato gli sforzi per avere un maggior controllo su Internet. Un numero crescente di funzionari amministrativi è ormai legittimato ad emettere ordini di rimozione e di inviarli direttamente alle aziende tecnologiche attraverso un sito web governativo lanciato in ottobre.
Per Nuova Delhi questa postura si è resa necessaria per contrastare la proliferazione di contenuti illeciti e illegali.
X, al contrario, si è schierata attivamente contro il Paese asiatico. In questi termini ha sostenuto che le scelte indiane sono illegali e incostituzionali, limitative nei confronti della libertà di parola. Decine di agenzie governative e migliaia di poliziotti hanno la possibilità pressoché illimitata sopprimere le presunte critiche legittime nei confronti dei funzionari pubblici.
Un mercato da non perdere
Il fulcro della questione, tuttavia, non è (solo) giuridico ma soprattutto geo-economico. Il tutto, partendo dal presupposto che i rapporti tra Musk e Modi sono sempre stati più che cordiali. Il mercato indiano resta uno dei principali bacini di utenza globali di X, motivo per cui la posta in gioco è di enorme portata.
Considerando una popolazione superiore al miliardo e 400 milioni di abitanti, all’inizio del 2024, l’India contava circa 750–950 milioni di utenti di Internet. Si rappresentava così una forbice compresa tra il 50–68% della popolazione (dati TS2 Space). A questo si aggiunge una crescita annuale di circa l’8%, con decine di milioni di nuovi utenti che accedono online ogni anno.
C’è uno spazio di ‘autonomia’ digitale conteso tra Stato e Big Tech. Uno spazio, che ovviamente Elon Musk ha tutto l’interesse a non perdere ma anzi ad espanderlo. A maggiore ragione perché l’imprenditore sudafricano punta a rafforzare le forniture di internet satellitare Starlink in quel quadrante.
Da qui, con la causa intentata contro il Governo di Modi presso l’Alta Corte del Karnataka, Musk ha preso di mira l’intera base della potenziale censura più severa di Internet in India. Il rischio, infatti, a fronte di limitazioni politiche sempre più pressanti è quello di perdere imponenti quote di mercato.
Alla luce degli sviluppi futuri – fermo restando una possibile rottura dei rapporti personali tra i due protagonisti della vicenda – l’India potrebbe allora accrescere ancora il proprio status. Tra Governi e grandi compagnie del digitale, la competizione è più forte che mai.
















