Usa, sette senatori repubblicani richiedono indagini approfondite su DeepSeek

DeepSeek è sempre al centro delle attenzioni sulla cybersicurezza, tanto che negli Usa alcuni senatori hanno richiesto indagini più approfondite sul suo funzionamento.

Repubblicani contro DeepSeek

Negli Usa, un gruppo di sette senatori repubblicani – guidato da Ted Budd – ha chiesto che si faccia maggiore chiarezza sul funzionamento di DeepSeek, piattaforma AI cinese. Insieme a Budd, Jon Husted, Todd Young, John Cornyn, John Curtis, Bill Cassidy e Marsha Blackburn

Secondo la Reuters, la richiesta di indagini – indirizzata al Dipartimento del Commercio – è finalizzata a valutare tutta una serie di minacce. In particolare, quelle derivanti dai dati raccolti dalle applicazioni che vengono ritrasmessi ai server cinesi. Oppure, per capire se i modelli AI stiano fornendo dati personali o aziendali americani all’esercito cinese o ad aziende legate all’esercito cinese.

In un clima di crescente tensione tra gli Usa e la Cina, non è la prima volta che DeepSeek è al centro di pesanti accuse. Non ultime, quelle di spionaggio industriale. La società cinese non ha fornito spiegazioni ufficiali ma l’episodio aveva innescato negli Usa un’intensificazione dei controlli.

AI e difesa Usa

Tanto che lo stesso segretario al Commercio Howard Lutnick aveva dichiarato, a gennaio, che DeepSeek sembrava aver appropriato indebitamente la tecnologia AI statunitense. Conseguentemente, aveva promesso di imporre restrizioni.

Successivamente a quest’ultimo episodio, per altro, OpenAI aveva siglato un contratto di rilievo con il Dipartimento della Difesa statunitense. Con questo accordo si è definita la possibilità di sviluppare applicazioni avanzate di intelligenza artificiale a supporto di attività militari.

Si evidenzia perciò l’importanza che le misure rappresentino per l’intero ‘Sistema Paese’ Usa, in relazione alla sinergia con l’amministrazione di Washington.

I rischi dei modelli open source cinesi

Nella lettera, i senatori hanno richiesto inoltre anche un secondo ordine di dettagli. Vale a dire un “qualsiasi riscontro relativo al modo in cui i modelli open source cinesi potrebbero aver acceduto in modo improprio a semiconduttori soggetti a controlli sulle esportazioni“. Come pure qualora Pechino avesse “violato i termini di utilizzo dei modelli statunitensi per migliorare le proprie capacità”.

Non solo. I senatori hanno anche presentato proposte di legge bipartisan per vietare a DeepSeek di operare su qualsiasi dispositivo o rete del governo federale. E insieme, per vietare agli appaltatori federali di utilizzare DeepSeek nei contratti governativi.

Il confronto strategico

Non è chiaro quali possano essere le reazioni di Pechino. Tuttavia, è evidente che Washington si sia ormai convinta che la postura da adottare verso l’avversario cinese non permetta più compromessi. Nel confronto per l’egemonia dell’AI DeepSeek è infatti considerata un competitore strategico.

Del resto la compagnia con sede a Hangzhou, lo scorso gennaio, è arrivata ad affermare che i suoi modelli avevano delle capacità pari, se non superiori ai modelli di riferimento del settore statunitense. Il tutto, però, ad un costo molto inferiore, essendo perciò molto più competitivi.

Il rischio, per gli Usa, è la perdita di quote di mercato, con conseguente ridimensionamento del proprio status geo-economico. Proprio per questo, la lettera dei sette senatori riflette un paradigma tangibile, nevralgico nella comprensione nel confronto tra i due Paesi.


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