L’attacco cyber contro LG Uplus ha sottolineato le vulnerabilità sistemica delle telco in Corea del Sud.
L’attacco cyber che ha subìto LG Uplus è stato solo l’ultimo di una serie di crimini informatici contro le telco sudcoreane. L’operatore mobile, parte della multinazionale, ha infatti segnalato una sospetta violazione dei dati all’autorità nazionale coreana per la sicurezza informatica KISA. Non ha tuttavia specificato quando le indagini arriveranno al termine.
Tutti e tre i principali fornitori di telecomunicazioni sudcoreani – SK Telecom, KT Telecom e ora LG Uplus – hanno segnalato incidenti di sicurezza informatica negli ultimi sei mesi.
Il Ministero della Scienza e delle TIC della Corea del Sud ha dichiarato a TechCrunch che l’indagine su KT e LG Uplus, avviata il mese scorso, è ancora in corso. Il tutto, alla luce di una segnalazione secondo cui entrambe le società potrebbero aver subito attacchi informatici simili alla recente violazione subita da SK Telecom.
Il monito delle autorità sudcoreane
Già lo scorso luglio, KISA aveva individuato segni di un possibile attacco hacker e aveva chiesto a LG Uplus di presentare una denuncia formale. Ad agosto, la divisione telecomunicazioni di LG aveva inizialmente negato qualsiasi segno di violazione. Questo, sebbene KT avesse segnalato che i dati degli utenti erano stati esposti a seguito del collegamento di micro stazioni base non autorizzate alla sua rete.
La mossa arriva circa due mesi dopo che la rivista di hacking Phrack aveva affermato che hacker criminali provenienti dalla Cina o dalla Corea del Nord avevano rubato dati da quasi 9.000 server LG Uplus.

Vulnerabilità sistemiche in Corea del Sud
La segnalazione di LG Uplus è arrivata in un momento molto particolare per la Corea del Sud. Seoul è infatti stata colpita da un’ondata di attacchi hacker criminali di alto profilo. Sono state tutte operazioni che hanno interessato:
- le telecomunicazioni.
- Le società di carte di credito.
- Le startup tecnologiche.
- Varie agenzie governative.
Secondo alcuni esperti, i problemi restano fondamentalmente due. Il primo luogo, un sistema di sicurezza informatica che è frammentato e non centralizzato. Si è registrata inoltre la carenza di tecnici. Da qui, la moltiplicazione delle opportunità per i cyber criminali, con risposte spesso poco tempestive.














