La resilienza delle infrastrutture critiche tra strategia nazionale e norme Ue. Il webinar venerdì ore 12

In questi giorni una tempesta di neve sta affliggendo il Texas con effetti drammatici sulla vita dei suoi cittadini. Non solo il freddo ha provocato in modo diretto circa 40 morti, a causa sia di fenomeni di assideramento che di incidenti stradali, ma soprattutto ha comportato paralisi ed interruzioni nella fornitura di molti servizi essenziali a partire dalla corrente elettrica. Infatti, si sono registrati diversi blackout in varie parti del paese con centinaia di migliaia di persone al buio. Questo ha indotto, oltre che acuito, altre problematiche a partire dall’assenza di acqua potabile dovuta sia alla rottura dei collegamenti che all’impossibilità, a causa dei blackout, di riempire i serbatoi. Tutto questo, unito alle difficoltà di mobilità, sta comportando seri problemi al sistema sanitario: gli ospedali sono al collasso, sia per l’assenza di corrente elettrica ed acqua potabile, che per l’impossibilità di garantire il regolare turn-over del personale a causa delle difficoltà negli spostamenti. Anche le derrate alimentari iniziano a scarseggiare.

Proposta di direttiva su Resilienza delle entità critiche

Questo episodio è significativo di uno scenario in evoluzione le cui implicazioni sono alla base della nuova proposta di direttiva che la Commissione Europea ha presentato lo scorso 16 dicembre in tema di “Resilienza delle Entità Critiche”. 

La Commissione evidenzia, infatti, che il benessere delle popolazioni da un lato dipende da un insieme di infrastrutture tecnologiche che appaiono essere sempre di più interdipendenti e, dall’altro, che vi è un significativo incremento degli eventi estremi, come testimoniato da quanto sta succedendo in Texas. 

Da qui la necessità di avere nuovi approcci per migliorare la robustezza, protezione e resilienza di queste infrastrutture con una visione in grado di contemperare le diverse problematiche. Infatti, il tema della corretta gestione dei rischi naturali è solo un aspetto di un contesto più articolato che vede aumentare l’esposizione di questi complessi sistemi ad eventi di varia natura, sia accidentali che dolosi. Senza trascurare la valenza economica connessa con la capacità di questi sistemi di erogare i loro servizi anche in termini di rilancio e tutela dell’economia di un Paese. Aspetti che impongono lo sviluppo di una visione complessiva del problema che possa vedere la cooperazione dei diversi soggetti, pubblici e privati, coinvolti nella gestione e tutela di queste infrastrutture.

Il webinar in live streaming venerdì 26 febbraio ore 12

Questo sarà l’oggetto dell’incontro che l’Università Campus Bio-Medico di Roma ha organizzato venerdì 26 febbraio in occasione della giornata conclusiva della XII edizione del Master in Homeland Security

Il 26 febbraio 2021 alle 12 webinar “La protezione delle infrastrutture critiche tra strategia nazionale e normative UE”. Gli ospiti:

  • Paolo CioccaCommissario CONSOB già Vice Direttore del DIS
  • Andrea ChittaroGlobal Security & Cyber Defence SNAM e Presidente AIPSA
  • Cap. Francesco PagnottaConsigliere Militare aggiunto – Presidenza del Consiglio dei Ministri
  • Modera il prof. Roberto Setola, Direttore Master Homeland Security

Come evidenziato da Setola, promotore dell’iniziativa “viviamo in una realtà molto più complessa di quella nella quale hanno vissuto i nostri padri, una realtà estremamente interconnessa, che se da un lato è in grado di facilitarci la vita quotidiana in molti aspetti dall’altro induce vulnerabilità sistemiche i cui impatti possono essere significativi: il Covid-19 è un esempio di come la globalizzazione ha favorito la diffusione di una pandemia con una rapidità senza precedenti, paralizzando in tutto il mondo intere filiere produttive. Ma nel contempo la stessa globalizzazione ci ha consentito di contenere il pur drammatico numero di morti al di sotto di un decimo di quello dell’influenza spagnola del 1918 oltre che poter disporre degli strumenti per contrastarla nell’arco di una manciata di mesi”.

Le infrastrutture rappresentano un elemento imprescindibile del benessere di un Paese anche dal punto di vista economico e finanziario

La crescente attenzione agli aspetti legati alla cyber security, la cui minaccia sta crescendo a ritmi vertiginosi, si evince sia dalle aziende che dai governi, che stanno attuando specifiche misure per contrastare e limitare tali incidenze. Quanto sta succedendo in Texas è però la riprova che la dimensione cyber è solo una parte di un problema che vede nella fisicità di queste infrastrutture il cardine per l’erogazione della stragrande maggioranza dei servizi, oltre che un elemento di vulnerabilità che persiste e che deve essere opportunamente gestito. Le cronache di questi mesi, peraltro, hanno evidenziato come le infrastrutture rappresentino un elemento imprescindibile del benessere di un Paese anche dal punto di vista economico e finanziario. I tentativi di sfruttare le difficoltà causate dalla pandemia e più in generale da situazioni di crisi da parte di soggetti esteri per acquisire le infrastrutture nazionali, sono alla base delle iniziative promosse in questi mesi nell’ambito del Golden Power. 

Roberto Setola (Direttore Master Homeland Security): “Per la resilienza delle infrastrutture critiche necessario approccio cooperativo pubblico-privato”

“È fondamentale”, conclude Roberto Setola, “comprendere come l’attuale scenario infrastrutturale impone un approccio cooperativo che veda una forte sinergia fra soggetti pubblici ed operatori privati. Infatti, l’unico modo per cogliere, comprendere e gestire la crescente complessità sistemica è quello di favorire uno scambio di informazioni ed una collaborazione costante fra i diversi attori”. 

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