Attacco ransomware all’Ordine dei giornalisti del Lazio, a rischio centinaia di migliaia di dati?

Il sistema informatico dell’Ordine dei giornalisti del Lazio “potrebbe essere stato attaccato da un ransomware di ultima generazione”, ha comunicato, via PEC, il presidente Guido D’Ubaldo ai circa 17mila iscritti. La nota è anche sul sito dell’Ordine, certo è discutibile anche il titolo scelto “Comunicazione ex art. 34 Gdpr”.

Ordine dei giornalisti del Lazio: dati degli iscritti a rischio

Al di là della scelta giornalistica del titolo della comunicazione, sarebbero a rischio i milioni di dati dei giornalisti: email, PEC, indirizzo di residenza, le foto e i tesserini dei giornalisti pubblicisti e professionisti.

Questo perché il “ransomware”, ha spiegato il presidente dell’Ordine, “potrebbe aver attaccato il nostro sistema informatico e potrebbe aver avuto accesso a quanto in esso contenuto”.

Come previsto dalle normative e dal citato articolo 34 del GDPR, l’Ordine dei giornalisti ha attivata “in modo tempestivo” la procedura di comunicazione all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) e al Garante per la protezione dei dati personali, e ha denunciato il tutto alla Polizia postale.

“Sarà nostra cura”, ha concluso il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio”, anche al fine di essere resi a conoscenza di qualsiasi problematica afferente il vostro profilo, informarvi su eventuali ulteriori sviluppi”.

Direttore responsabile, Giornalista

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