Usa, attacco cyber contro il Dipartimento di Polizia di Los Angeles. Trafugati documenti riservati

Il furto e la successiva pubblicazione riguarderebbero 337mila file, tra cui i precedenti disciplinari degli agenti e le indagini relative alle denunce a loro carico.

Un attacco cyber contro l’ufficio del procuratore della città di Los Angeles ha compromesso 7,7 terabyte di documenti riservati interni al suo Dipartimento di Polizia (Los Angeles Police Department, LAPD).

Ancora ignoti i responsabili mentre la fuga di notizie riguarderebbe 337mila file, compresi alcuni dei documenti più importanti. I materiali trapelati contengono atti processuali solitamente riservati, quali nomi di testimoni, informazioni mediche e denunce penali non censurate.

Ci sarebbero poi i fascicoli personali degli agenti e atti relativi alle indagini degli Affari Interni. Più nel dettaglio, tra i documenti pubblicati online si trovano anche “i precedenti disciplinari degli agenti e le indagini relative alle denunce a loro carico“. Sono tutti materiali non accessibili, ai sensi della legge statale.

Il LAPD: “La violazione non riguarda alcun nostro sistema o rete

Successivamente alla notizia, data dal Los Angeles Times, il Dipartimento ha offerto una prima spiegazione dell’accaduto. In questi termini: “Alcune persone non autorizzate sono riuscite ad accedere a un sistema di archiviazione digitale“. Hanno così potuto ottenere “documenti relativi a cause civili del LAPD già giudicate o risolte“.

Lo stesso Dipartimento ha precisato che si è trattato di una violazione dei computer dell’ufficio del procuratore della città di Los Angeles. “La violazione“, ha ribadito, “non riguarda alcun sistema o rete del LAPD“.

Immediata la collaborazione con l’ufficio del procuratore, “per accedere ai file interessati e comprendere la portata complessiva del data breach“.

Cambiare le password più frequentemente

All’interno del Dipartimento di Polizia, i vertici non hanno praticamente rilasciato alcuna dichiarazione in merito alla violazione o alle sue implicazioni.

Secondo una fonte del Dipartimento, citata dal Los Angeles Times, durante una riunione ordinaria del personale di comando, tenutasi lunedì, l’argomento è stato appena accennato. Si sarebbe infatti riportata “la necessità per i dipendenti del LAPD di cambiare le proprie password più frequentemente“. Tuttavia, “nessun accenno alla violazione in sé né ai file che erano stati resi pubblici“.

Sull’identità degli hacker criminali, si tratterebbe di un gruppo famoso per condurre attacchi ransomware contro grandi entità e chiedere un riscatto, minacciando di rendere pubblici i dati riservati sul web. I funzionari della città e del LAPD non hanno specificato se ci sia stata la richiesta di un riscatto, né del suo eventuale pagamento.

Un portavoce dell’ufficio dell’FBI a Los Angeles ha comunque dichiarato: “L’agenzia è a conoscenza dell’incidente. Sta assistendo attivamente l’ufficio del procuratore della città e si sta coordinando con i collaboratori”.

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