AI per geo-localizzare foto? Da Los Angeles un aiuto in più per la polizia, non senza rischi per la privacy

Il Dipartimento di Polizia di Los Angeles (LAPD) ha manifestato interesse per GeoSpy, strumento AI che identifica l’esatta posizione di una foto in pochi secondi. La tecnologia servirebbe a migliorare la qualità e le tempistiche delle indagini ma non mancano le polemiche.

AI per le indagini

Il Dipartimento di Polizia di Los Angeles (LAPD) vuole sfruttare sempre di più l’AI per geo-localizzare foto, con l’identificazione in pochi secondi la posizione del soggetto.

Secondo 404 Media, l’unità Rapine-Omicidi del LAPD ha contattato Graylark Technologies, sviluppatrice di GeoSpy. Si voleva infatti valutare una licenza annuale dal costo di 5.000 dollari, comprensiva di 350 ricerche. In questi termini, migliorerebbero la qualità e le tempistiche delle indagini.

Questa piattaforma AI consente l’identificazione esatta di una foto, analizzando elementi come il terreno, lo stile architettonico e altre caratteristiche distintive. Sviluppata sulla base di centinaia di milioni di immagini globali GeoSpy ha una precisione ‘metrica’. Per questo, ha reso possibile la geo-localizzazione anche a operatori senza competenze OSINT avanzate.

I rischi per la privacy

Se da una parte il LAPD potrebbe migliorare sensibilmente la precisione e l’accuratezza del proprio lavoro, dall’altra non mancano le polemiche. Un impiego erroneo dell’AI potrebbe infatti generare delle vulnerabilità.

Altro elemento da non sottovalutare è la necessità di un’impostazione imparziale degli algoritmi (data bias and fairness). Al contrario, se mal impostato, un sistema di AI generativa può diventare recidivo nei suoi errori. Per questo, varie organizzazioni per la tutela dei diritti digitali, come l’Electronic Frontier Foundation, hanno lanciato un monito sui rischi. Dalle false accuse, allo stalking e gli abusi.

Da qui, la richiesta di una maggiore supervisione pubblica e trasparenza. La tecnologia è stata comunque già presentata a più agenzie locali e ha contribuito, secondo l’azienda, all’arresto di un fuggitivo in un’area priva di dati cartografici pubblici.

Si aggiunga che passato c’era stata la chiusura della versione pubblica di GeoSpy dopo segnalazioni di suo utilizzo improprio da parte di utenti che cercavano di rintracciare individui specifici.

L’interesse del LAPD per uno strumento di questa portata ha solleva interrogativi sull’equilibrio tra indagini e tutela della privacy. Il tutto, specialmente considerando che la piattaforma può geo-localizzare ambienti interni con estrema rapidità.

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