Nel secondo trimestre del 2025, il riscatto medio da ransomware ha raggiunto 1,13 milioni di dollari, con gli USA colpiti dal 50% degli attacchi globali.
Non è solo una minaccia tecnologica
L’integrazione dell’AI al ransomware lo ha trasformato in uno strumento di pressione psicologica, un’arma digitale e un business miliardario. Questa minaccia, da vettore criminale-tecnologico, ha perciò compiuto un’evoluzione drastica.
Come ha spiegato Forbes, gli attacchi infatti non si limitano più alla crittografia di dati e informazioni. Sfruttano malware polimorfi capaci di riscriversi autonomamente, deepfake sofisticati per ingannare dipendenti e dirigenti. Ci sono poi gli algoritmi di automazione per colpire reti interne con una velocità senza precedenti.
Nel secondo trimestre del 2025, il riscatto medio dei criminali cyber ha raggiunto quota 1,13 milioni di dollari. Gli USA, da soli, hanno subìto il 50% degli attacchi globali. La vera svolta che ha portato l’intelligenza artificiale sta nella sua capacità di rendere il ransomware dinamico, adattabile e preciso, superando di gran lunga le difese tradizionali basate su firme digitali.
Quali sono i principali obiettivi?
Gli attacchi mirano principalmente a:
- infrastrutture critiche.
- Ospedali.
- Reti energetiche e logistiche.
In questo senso, le minacce sono di due ordini. Oltre a quella della sicurezza dei dati c’è parallelamente quella del quantum computing. Quest’ultima impone l’adozione preventiva di crittografia post-quantistica, prima che gli avversari siano in grado di decifrare dati oggi protetti.
Come difendersi?
Per affrontare questa nuova fase, le strategie difensive devono mutare radicalmente. Secondo i principali esperti ci sono alcune misure fondamentali. In particolare, è essenziale adottare:
- AI comportamentale per rilevare anomalie.
- Applicare politiche di accesso zero-trust.
- Simulare attacchi con tecniche di red-teaming.
- Mantenere backup immutabili offline.
Sono fondamentali anche la cooperazione pubblico-privato e la formazione continua del personale contro inganni sociali e deepfake. In un contesto in cui le minacce si evolvono costantemente, chi reagisce tardi rischia di subìre danni economici e d’immagine molto elevati.
Solo chi affronta il ransomware come un conflitto strategico potrà garantire resilienza e sicurezza in un ecosistema digitale sempre più ostile.
Come cambiano gli obiettivi malevoli?
L’evoluzione del ransomware è sempre più diretta verso forme più sofisticate di ricatto, colpendo categorie sempre più ampie. Si pensi solo alle fragilità di artisti e comunità creative, che oltre al furto dei dati devono confrontarsi con la violazione della privacy. E insieme, con lo sfruttamento improprio delle loro opere nei sistemi di AI.
I precedenti si moltiplicano , suggerendo che il legame tra criminalità informatica e addestramento algoritmico potrebbe diventare un nuovo fronte di conflitto.


















