Prima Fastly, ora Akamai. Il più grande CDN al mondo manda internet in down per la seconda volta

L’interruzione dovuta a un malfunzionamento del servizio Prolexic di Akamai ha mandato in tilt i siti web e le app di compagnie aeree e banche negli Stati Uniti e in Australia.

Prima Fastly, ora Akamai. Internet è di nuovo in down nell’arco di 8 giorni a causa di un problema tecnico di Akamai Technologies Inc., multinazionale americana che fornisce una piattaforma per la distribuzione di contenuti via Internet (CDN). A causa del guasto di Akamai sono andati in tilt i siti Internet delle principali compagnie aeree americane come American AirlinesSouthwest Airlines, United Airlines e Delta Air Lines.

Secondo quanto riporta la CNN, i disagi riscontrati sul Web dalle principali compagnie aree americane hanno avuto conseguenze pratiche. La Southwest ha cancellato quasi 300 voli e ne ha ritardati più di 500 nella giornata di ieri dopo essere stata costretta a interrompere temporaneamente le operazioni.

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Problema Akamai: fuori uso i siti delle principali banche in Australia

Il sito di monitoraggio Downdetector ha segnalato anche siti in tilt di alcune banche australiane come Commonwealth Bank of Australia (CBAUF), Westpac Bank (WBK) e Australia and New Zealand Banking Group (ANEWF) (ANZ). Anche il sito web della Borsa di Hong Kong è stato brevemente offline.

Fonte: Downdetector

Virgin Australia, la seconda compagnia aerea del Paese e coinvolta anch’essa ha dichiarato:“Virgin Australia è stata una delle tante organizzazioni a subire un’interruzione del sistema di distribuzione dei contenuti di Akamai, stiamo lavorando con loro per garantire che vengano prese le misure necessarie per evitare che si ripetano queste interruzioni”, ha affermato la compagnia aerea in una nota.

Contattato per i dettagli sull’origine di questo incidente un portavoce di Akamai ha dichiarato l’azienda è “Consapevole del problema e stiamo lavorando attivamente per ripristinare i servizi il prima possibile”. Le fonti indicano che l’interruzione è dovuta a un malfunzionamento del servizio Prolexic di Akamai, una piattaforma utilizzata dalle aziende per proteggersi dagli attacchi DDoS. Le cause del problema non sono state avanzate nè di qualche un’attacco informatico che avrebbe potuto prendere di mira la rete e l’infrastruttura di sicurezza del provider CDN.

La rete CDN: una rete di dipendenze incredibilmente complessa

Le reti di distribuzione dei contenuti (CDN) sono una parte fondamentale dell’infrastruttura Internet. Queste aziende (Akamai, CDNetworks, Cloudflare, Amazon CloudFront, Fastly…) gestiscono reti globali di server cache per migliorare le prestazioni e la disponibilità dei servizi web. Quando sono interessati, è quindi l’accesso a siti Web e servizi Web di tutto il mondo a essere minacciato.

La scorsa settimana proprio Akamai, tramite le dichiarazioni di Andy Champagne, SVP and chief technology officer of Akamai Labs, aveva commentato così l’interruzione di Fastly: “L’infrastruttura Internet è una rete di dipendenze incredibilmente complessa e l’affidabilità non è un caso. Ci vuole una combinazione di tecnologia e persone che lavorano con estrema precisione per assicurarsi che funzioni come una macchina ben oliata”.

Akamai conferma: nessun attacco informatico ma un problema di interruzione di uno dei suoi servizi Prolexic DDoS

Akamai ha confermato che l’interruzione di uno dei suoi servizi Prolexic DDoS è stata la causa della disattivazione dei servizi online di alcune delle principali banche e dei sistemi delle compagnie aeree australiani giovedì pomeriggio. In un post su un blog l’azienda ha assicurato che il problema non è stato causato da un aggiornamento del sistema o da un attacco informatico e ha specificato che un valore della tabella di routing utilizzato dai suoi servizi Prolexic DDoS è stato “inavvertitamente superato”.

“L’effetto è stato un’interruzione imprevista del servizio, abbiamo rilevato immediatamente il problema e di aver avvisato i clienti interessati in pochi secondi.”, ha affermato la società. “L’impatto è stato limitato ai clienti Akamai che utilizzano la versione 3.0 del servizio Routed. Riconosciamo l’impatto di questo problema ed estendiamo le nostre scuse ai nostri clienti e ai loro utenti finali che sono stati interessati. Abbiamo adottato misure per prevenire il ripetersi di questo problema”.

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