PNRR, come saranno investiti i 623 milioni per la cybersecurity

Italia digitale 2026 contiene importanti misure di rafforzamento delle nostre difese cyber, a partire dalla piena attuazione della disciplina in materia di “Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica”. Gli investimenti sono organizzati su quattro aree di intervento principali.

Dei 191,5 miliardi totali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), 623 milioni sono destinati a rafforzare le difese di cybersecurity nelle Pubbliche amministrazioni. I fondi europei per le difese della PA italiana per proteggerla da tutte le minacce informatiche, come frodi, ricatti e attacchi terroristici e tutti i rischi posti dalla criminalità informatica devono essere spesi entro il 31 dicembre 2024.

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Ma in che modo?

Italia digitale 2026 contiene importanti misure di rafforzamento delle nostre difese cyber, a partire dalla piena attuazione della disciplina in materia di “Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica”. Gli investimenti sono organizzati su quattro aree di intervento principali.

La misura prevede lo sviluppo di un sistema all’avanguardia, che interconnetta strettamente diverse entità in tutto il Paese e si connetta a livello internazionale con partner e fornitori di tecnologia di fiducia. L’infrastruttura per il PSNC (Piano Sicurezza Nazionale Cybersicurezza), grazie alla creazione di varie strutture ed enti che collaborano per migliorare la sicurezza del Paese, sarà una struttura operativa connessa a livello europeo con una infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni, la nuova Agenzia nazionale per la sicurezza informatica e una rete di “Tech screening”, guidata dal Laboratorio nazionale di screening e certificazione della cybersecurity.

L’investimento su 4 pillar

L’investimento si articola su quattro pilastri:

• Rafforzare le capacità di prima linea nei confronti del pubblico e delle aziende e enti per gestire gli alert e gli eventi effettivi pubblicamente riconosciuti.

• Costruire e rafforzare le capacità di ispezione e audit del Paese di hardware e software utilizzati da soggetti con funzioni essenziali per certificare l’affidabilità e prevenire le minacce

• Potenziare le forze dell’ordine e le unità informatiche all’interno delle Forze di Polizia preposte alle indagini su attività criminali (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Unità Informatica della Difesa, Centro Operativo di Sicurezza della Guardia di Finanza)

• Rafforzare in modo significativo le risorse informatiche e le risorse umane responsabili della sicurezza nazionale e della risposta alle minacce informatiche.

Sarà quindi possibile monitorare e prevenire i rischi grazie a un sistema integrato (PSNC) che copra tutto il Paese e sia connesso a livello internazionale con partner e aziende fornitrici della tecnologia necessaria.

Dettagli aggiuntivi

In particolare, il sistema integrato verrà sviluppato attraverso l’implementazione di un “Piano nazionale per la cybersicurezza” (PSNC), in linea con i requisiti di sicurezza stabiliti dalla Direttiva (UE) 2016/ 1148 sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (Direttiva NIS), e rafforzando le capacità nazionali di cyberdifesa di ispezione tecnica e monitoraggio dei rischi.

La realizzazione degli obiettivi di crescita digitale e di modernizzazione della PA costituisce una priorità per il rilancio del sistema paese. Questa componente si sostanzia in:

• Un programma di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione che include ogni tassello/abilitatore tecnologico necessario ad offrire a cittadini e imprese servizi efficaci, in sicurezza e pienamente accessibili: infrastrutture, interoperabilità, piattaforme e servizi, e cybersecurity.

Direttore responsabile, Giornalista

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