La nazionale Italiana di ‘hacker’ del CINI ha incontrato gli sponsor Cybaze e Yoroi

“Le macchine sono brave a dare risposte ma solo noi possiamo fare le giuste domande”. È quello che ha detto Marco Ramilli di Yoroi a Milano durante l’incontro con la nazionale italiana di cyberdefender sponsorizzata da Cybaze e Yoroi.

L’incontro, tenutosi ieri 29 novembre all’Hotel Gallia di Milano durante un press lunch con il direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity, professor Paolo Prinetto, gli allenatori e i giocatori della “nazionale hacker” di ritorno dai campionati europei di Londra, ha visto la partecipazione dei vertici dell’azienda italiana di cybersecurity Cybaze.

Temi della giornata sono stati l’importanza dell’informazione e della formazione nel campo della cybersecurity, lo sviluppo di tecnologie nazionali per la sicurezza, la pervasività delle transazioni digitali e il rischio cyber per il Made in Italy. Al centro della discussione, la necessità di un cambiamento culturale che muova dall’idea di proteggere gli asset informatici del paese a quella di una cyber-defence attiva e dinamica, capace di adattarsi al variare delle minacce. Durante l’incontro sono state affrontate le tematiche relative alla posizione dell’Italia nel campo della protezione del cyberspace da parte del presidente di Cybaze, l’ex ministro Giulio Terzi di Sant’Agata ha spiegato come nell’attuale scenario geopolitico condizionato dalla sicurezza informatica le imprese specializzate non possano limitarsi a fare affari perché “La sovranità e la libertà sono cose che entrano in diretta relazione con l’avere comunicazioni pulite e interlocutori affidabili”. Un’affermazione a cui ha fatto eco Marco Castaldo, amministratore delegato di Cybaze, secondo cui “gli amministratori delegati delle aziende, di tutte le aziende, dovrebbero avere una maggiore attenzione ai rischi informatici e non solo a quelli finanziari”.

Per l’occasione Marco Ramilli ha presentato la “versione beta” di Yomi, un’applicazione open source tutta italiana che consentirà di controllare a chiunque se un file è infetto oppure no usando un sistema di ricompensa per chi fa analizzare e permette di scoprire più file infetti, in base a “un meccanismo di gamification che presenti una classifica dei migliori “cacciatori”
di contenuti malevoli”.

A spiegare l’importanza di favorire l’impegno di cittadini ed esperti nell’individuare virus e malware è intervenuto l’ingegnere Pierluigi
Paganini, chief technology officer di Cybaze, che ha raccontato lo scenario delle tentate incursioni hacker a danno dell’industria navale italiana nell’operazione denominata Marty Mc Fly e illustrato le innovative tecniche di difesa dell’azienda. “Cybaze è parte di questo sforzo” ha detto Marco Castaldo, “quello di creare un polo italiano della cybersecurity che faccia dell’italianità un vantaggio
competitivo. Per questo seguiamo da vicino le iniziative e le attività dei nostri giovani talenti informatici selezionati dal CINI grazie al progetto Cyberchallenge.IT