Giappone e UE stanno lavorando insieme per la cybersecurity di Tokyo 2020

Giappone e UE rafforzano la cooperazione contro i cyber attacchi in vista delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi del 2020 a Tokyo. Gli organizzatori stimano che con l’avvicinarsi dell’evento subiranno una vera e propria offensiva informatica, con centinaia di milioni di attacchi cibernetici.

I precedenti Giochi, quelli del 2016 a Rio de Janeiro, infatti, ne hanno subiti circa 500 milioni e quelli di Londra del 2012, più o meno 200 milioni. La tendenza è a rialzo in quanto le campagne malevole sono diventate un ottimo business per il cybercrime. Danno la possibilità di guadagnare grosse cifre, a fronte di rischi molto bassi o quasi nulli. Alla criminalità informatica si aggiunge poi la cyber warfare, azioni ostili condotte da attori stranieri allo scopo di spiare, danneggiare o trarre vantaggi dai bersagli. Peraltro, lo stesso comitato di Tokyo è stato già colpito nel 2015 (il suo sito fu bloccato per oltre 12 ore).

Giappone e Unione Europea si esercitano insieme contro gli attacchi informatici del cybercrime e della cyberwarfare. Inoltre, condividono informazioni e best-practices, nonché esperti, tools e TTP

A seguito di questo scenario, l’UE e il Giappone hanno incrementato gli sforzi congiunti per migliorare le cyber difese del paese asiatico. Lo stanno facendo in diversi modi. Innanzitutto, personale specializzato delle istituzioni di Tokyo sta partecipando a diverse esercitazioni contro cybercrime e cyber warfare, insieme a tecnici dell’Unione Europea. L’obiettivo è sempre la cyber security delle Olimpiadi del 2020. Inoltre, la nazione e il blocco sono al lavoro per identificare i settori critici da proteggere. Queste sono divisi in 13 gruppi e vanno dal trasporto aereo alle istituzioni, passando per i servizi medici ed energetici, fino alle banche (soprattutto carte di credito e transazioni online). Infine, si opera insieme nello scambio di esperti, best practices e informazioni (infosharing). Quest’ultimo ambito è strategico perché permette di studiare e bloccare un incidente in tempi brevi, grazie a una platea più ampia di specialisti che si avrebbe solo a livello nazionale.

Fonte: difesaesicurezza.com