Il DG di ACN Bruno Frattasi al Digital Innovation Forum di Cernobbio: “Serve un’AI sicura, aperta e condivisa. Difesa, spazio e cybersicurezza sono i pilastri del nostro futuro.”
“Difesa, spazio e cybersicurezza sono tre pilastri fondamentali, strettamente connessi tra loro. È attraverso questi ambiti che possiamo garantire non solo la protezione delle nostre infrastrutture critiche, ma anche il futuro di benessere, pace e prosperità del Paese.”
Lo ha detto Bruno Frattasi, Direttore Generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) nel corso del suo intervento al Digital Innovation Forum – ComoLake2025 in corso a Cernobbio. Il Prefetto sarà uno dei principali relatori della 2^ edizione di Space & Underwater, la conferenza internazionale promossa e organizzata da Cybersecurity Italia del prossimo 3 dicembre, che si terrà presso la Caserma “Salvo d’Acquisto” a Roma.
Durante il suo intervento Frattasi ha parlato di un’epoca “straordinaria per l’innovazione tecnologica”, ma anche di una fase che impone consapevolezza e responsabilità collettiva. “Io sono un umanista, abituato a leggere le norme e le pandette – ha detto con ironia – ma grazie alla mia Agenzia sto imparando a leggere anche nel futuro delle tecnologie.”
Factory AI è già una realtà del nostro Paese
“Siamo in Lombardia e abbiamo di fronte a noi le pagine che ci riportano quanto è accaduto all’Assemblea di Assolombarda. Qui si è parlato di competitività, innovazione e crescita. Molto si è parlato dell’AI al servizio delle imprese“.
“Al centro dell’iniziativa si è parlato di questa nuova filiera che sarà al servizio del territorio nazionale, vista l’importanza della Lombardia. L’iniziativa“, ha spiegato il prefetto, “si chiama Forgia, con la I e la A che simboleggiano l’AI. Attraverso l’AI la potenza di calcolo ci darà più conoscenza e più efficienza di governo dei processi produttivi interni alle filiere delle nostre imprese. L’AI dunque è un grande strumento di crescita per ogni settore del nostro Paese“.
“I Super computer e non solo quelli quantistici, sono una realtà. Tra i principali successi di ACN, il fatto che abbiamo partecipato ad un confronto con altri enti italiani, come CINECA con cui abbiamo intercettato una chiamata dell’Europa. Abbiamo così ricevuto 400 milioni di euro, di cui 200 co-finanziati dall’UE per costruire una factory dell’AI. Si tratta di un luogo aperto e inclusivo. La capacità computazionale sarà a Napoli, dove abbiamo messo in funzione MegaRide“. Frattasi ha ribadito: “Ci saremo noi di ACN, con i nostri tecnici ma non solo. Ci saranno anche le imprese. Questo luogo di aggregazione darà la possibilità anche alla PA d crescere e organizzare iniziative“.
Frattasi (ACN): “La legge sull’AI assegna all’Agenzia un ruolo chiave nello sviluppo e nella sicurezza”
Frattasi ha poi sottolineato l’importanza della nuova legge italiana sull’intelligenza artificiale, pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore il 10 ottobre. Una normativa che assegna all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale un ruolo centrale nel nuovo ecosistema digitale.
“Il legislatore – ha spiegato – non ci affida solo la vigilanza di mercato, ma anche la missione di promuovere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in chiave di sicurezza. Perché sviluppare l’AI senza tener conto della cybersicurezza sarebbe un errore gravissimo.”
Lo stesso regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, ha aggiunto Frattasi, individua nell’ACN l’autorità nazionale responsabile della vigilanza e della gestione degli incidenti gravi relativi ai sistemi di AI. “Un incidente in un sistema di intelligenza artificiale può avere conseguenze straordinarie sulla vita di un Paese – ha detto – perché l’AI è ormai trasversale: la usiamo nella sanità, nella difesa, nello spazio e nella cybersicurezza.”
“L’Italia è quarta al mondo per potenza computazionale”
Nel suo keynote, Frattasi ha ricordato con orgoglio i risultati raggiunti dall’Italia sul fronte tecnologico. “Il nostro Paese è oggi quarto al mondo per potenza computazionale – ha detto – dietro solo a Stati Uniti, Germania e Giappone. Ma il divario, come sottolineava Massimo Sideri sul Corriere della Sera, non è poi così ampio.”
I dati parlano di 1,1 exaflops per l’Italia, contro 1,5 della Germania e 1,6 del Giappone. “Numeri che per me, povero giurista, sono quasi incomprensibili – ha ironizzato – ma che dimostrano che non siamo affatto lontani.”
Un risultato che, secondo Frattasi, conferma la solidità della nostra infrastruttura digitale e la capacità di competere in un settore chiave per l’intelligenza artificiale e la cybersicurezza.














