Cyber attacco alla JBS, è stato un ransomware. L’industria della carne USA ridotta del 22% in pochi giorni

Secondo le stime del Dipartimento dell’Agricoltura del Governo degli Stati Uniti, sempre a causa dell’attacco ransomware alla JBS, i produttori di carne statunitensi hanno macellato il 22% in meno di bestiame, rispetto a una settimana fa, e il 18% in meno rispetto allo stesso periodo del 2020. Anche la lavorazione del maiale è fortemente diminuita in questi giorni.

Nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno è stato annunciato un attacco informatico alla multinazionale dell’agroalimentare JBS, con ripercussioni gravi sui server in Nord America e Australia. In quest’ultimo Paese è stato predisposto il blocco delle attività produttive negli impianti e i dipendenti sono stati invitati a rimanere a casa.

JBS, specializzata in prodotti di manzo, pollo e maiale, è una delle più grandi aziende alimentari al mondo. Oltre che in Brasile e negli altri Paesi dell’America Latina, è presente in Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito, con grandi esportazioni verso la Cina e l’Asia in generale.

È stato un ransomware e l’attacco potrebbe provenire dalla Russia secondo Washington

Il Governo americano ha dichiarato ieri che l’attacco informatico è stato portato con tecnica ransomware e che l’organizzazione criminale potrebbe avere base in Russia, secondo quanto riportato in un articolo pubblicato dalla Reuters.

Gran parte delle attività produttive dovrebbero riprendere oggi, visto che secondo la JBS gran parte dell’attacco informatico è stato contrastato e contenuto.

Gli impianti di macellazione della carne e della lavorazione industriale di prodotti alimentari destinati alle catene dei supermercati sono stati fermati anche negli Stati Uniti, a seguito dell’attacco.

Secondo le stime del Dipartimento dell’Agricoltura del Governo degli Stati Uniti, sempre a causa dell’attacco ransomware alla JBS, i produttori di carne statunitensi hanno macellato il 22% in meno di bestiame, rispetto a una settimana fa, e il 18% in meno rispetto allo stesso periodo del 2020. Anche la lavorazione del maiale è fortemente diminuita in questi giorni.

Una situazione di crisi che potrebbe portare ad un aumento dei prezzi dei prodotti a base di carne e della stessa carne lavorata e venduta dalla JBS e dall’interno indotto collegato alla corporation. Al momento si stima un aumento dei prezzi tra l’1 e il 2% in più.

Domande ancora aperte: a quanto ammonta il riscatto? Quali dati sensibili della JBS sono stati raggiunti?

Rimane il dubbio su chi ci sia davvero dietro l’attacco informatico. La Casa Bianca ha puntato il dito contro un’organizzazione ancora senza nome che opera dai territori russi, ma non si sa molto altro. C’è inoltre ancora aperta la questione danni: quanti e quali sono i danni economici e all’infrastruttura di rete IT della multinazionale? Quali i danni invece alla rete di distribuzione dei prodotti alimentari derivati dalla macellazione della carne negli Usa, in Canada, in Brasile e in Australia?

Un attacco ransomware si basa su un concetto semplice: arrivare ai dati sensibili e “sequestrarli” per poi richiedere il riscatto per la loro liberazione. Che tipo di dati sensibili della JBS sono stati raggiunti dai cyber criminali? Quanto ammonta il riscatto? Che ripercussioni avrà sul mercato della carne americano e anche cinese?

Giornalista pubblicista, Digital content developer

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