Attacchi informatici, Urso (Copasir): “Sarebbe utile paragonare attacco cyber ad attacco terroristico”

“Il nostro paese deve sviluppare un’autonomia strategica tecnologica e produttiva per sviluppare quell’autonomia che ci serva a preservare i nostri spazi da ogni ipotesi di attacco”, ha dichiarato il presidente del Copasir Adolfo Urso.

“Occorre individuare fattispecie di reato specifiche che possano colpire e prevenire meglio gli attacchi cibernetici. Sarebbe utile paragonare un attacco cibernetico su vasta scala a un attacco terroristico anche per quanto riguarda la difesa e la reazione proattiva”, anche “conferendo in capo al presidente del Consiglio compiti particolari per meglio configurare una eventuale reazione”.

Lo ha detto il presidente del Copasir, Adolfo Urso, ad un evento organizzato dall’Angi oggi a Roma e ribadito anche dalla vicepresidente del Copasir, Federica Dieni, al nostro webinar “Strategie di diversificazione delle soluzioni di cybersecurity. Per le imprese e la PA”.

“A livello cyber siamo un pò indietro a livello normativo rispetto agli altri Paesi europei, ad esempio l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale può solo difendersi e non può rispondere agli attacchi informatici”, ha dichiarato Dieni.

Adolfo Urso: “Il nostro paese deve sviluppare un’autonomia strategica tecnologica e produttiva”

Per Urso “la Russia è diventata nel tempo il paese più attrezzato nella guerra cibernetica, quindi noi dobbiamo elevare le nostre difese anche rispetto a questa minaccia, che ovviamente non è la sola, perché nel nostro paese ci sono state minacce e attacchi a fini estorsivi, quindi criminali, e possono essercene in futuro anche a fini terroristici, e non è solo la Russia ad essere attrezzata, basta guardare a come la Cina utilizzi lo spazio cibernetico, come la Russia, per sviluppare la sua politica di potenza”.

Accanto a questo, “il nostro paese deve sviluppare un’autonomia strategica tecnologica e produttiva, insieme – laddove necessario – ai partner europei e ancor di più alle altre democrazie occidentali, per sviluppare quell’autonomia che ci serva a preservare i nostri spazi da ogni ipotesi di attacco perché – ha ribadito Urso – i sistemi autoritari utilizzano lo spazio cibernetico per la loro politica di potenza”.

Per Nunzia Ciardi invece la via maestra è l’indipendenza tecnologica

Nunzia Ciardi, vicedirettrice generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, ha invece le idee chiare su come diventare tecnologicamente indipendenti. “Diventare tecnologicamente autonomi rappresenta un volano per l’economia ma garantisce anche la sicurezza informatica. E’ una strada faticosa ma deve diventare la strada maestra. L’obiettivo – ha spiegato Ciardi – è collaborare con istituzioni pubbliche e private, le aziende, le università per arrivare sempre di più a un know how che ci porti a un’autonomia tecnologica sempre maggiore”.

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