Smart city a rischio hacker: si spenderanno solo 135 miliardi in cybersecurity entro il 2024

Le città sono il motore della crescita economica e le piattaforme geografiche dove si innestano le tecnologie della trasformazione digitale. Più crescono le smart city, più aumentano i cyber attacchi. Troppo bassa la spesa per la difesa informatica delle infrastrutture critiche, che diventano sempre più vulnerabili.

Nel 2018 gli attacchi informatici a livello globale, “con impatto significativo” o di livello critico elevato, sono aumentati del 40% quasi. I settori che più di altri hanno registrato un incremento sensibile delle attività cyber criminali sono stati quelli della ricerca e della formazione, che hanno visto una crescita degli attacchi del 55% rispetto al 2017; ma anche dei servizi online/cloud e delle banche, con l’aumento degli attacchi rispettivamente del 36% e del 33%.

I dati contenuti nel Rapporto Clusit 2019 hanno posto in evidenza che le infrastrutture critiche risultano essere i settori per i quali i rischi cyber sono cresciuti maggiormente durante l’anno passato.

Un dato che deve preoccupare, non tanto per le tecniche utilizzate dai cyber attori in campo, né per la loro forza distruttiva, quanto per il raggio d’azione che possono raggiungere (a quanto pare illimitato) e per la loro efficacia.

Altro motivo di preoccupazione è che le tecnologie della trasformazione digitale o della cosiddetta “Terza piattaforma”, tra cui Internet delle cose, intelligenza artificiale, realtà aumentata/virtuale, stampa 3D, blockchain, cloud e big data, presentano troppe vulnerabilità.

L’allarme è stato lanciato da uno studio ABI Research, secondo cui questi sistemi risultano ancora oggi troppo facilmente attaccabili, anche a causa delle attuali difficoltà di monitoraggio e gestione dei sistemi, andando ad individuare un’evidente fragilità della società digitale.

A sistemare le cose potranno essere solo le nostre scelte in ambito di cybersecurity.

Le città sono già oggi il motore economico, economico e politico primario di ogni Paese. in alcune nazioni sono sorte delle vere e proprie Città Stato, con decine di milioni di abitanti. D’altronde, la popolazione urbana è in rapida crescita in tutto il mondo e le megalopoli con oltre 10 milioni di abitanti saranno decine entro il 2050, con vere e proprie aree urbanizzate estese con oltre 30 milioni di cittadini.

Entità demografiche straordinarie, che richiedono capacità organizzativa e d’azione altrettanto straordinarie.

È proprio in queste città in espansione che si innestano alla perfezione le tecnologie della Terza piattaforma ed il loro uso si farà massiccio entro pochissimo tempo, dando vita ad una rete di smart cities globali. Secondo molti esperti, l’arrivo del 5G nel 2020 cambierà completamente lo scenario, dando il via definitivamente alla concreta trasformazione digitale della nostra società.

La criticità principale, però, sta nel fatto che alla spesa per l’innovazione digitale non sta non corrispondendo un equivalente investimento in tecnologie per la sicurezza informatica e la cybersecurity nel suo complesso.

Lo studio ABI Research ha stimato in 135 miliardi di dollari la spesa in cyber sicurezza a livello mondiale entro il 2024. Una cifra considerata insufficiente, che lascia ancora aperte troppe vulnerabilità, ben evidenti proprio nelle smart cities.

Alle infrastrutture critiche come energia, risorse idriche, pubblica sicurezza, rifiuti, trasporti e sanità andrà solo il 44% della spesa riportata dal Rapporto, davvero poco.

Le smart cities accoglieranno al loto interno più di 1,3 miliardi di connessioni Lpwan (Low-power wide-area network) entro il 2024, tecnologie di rete che richiedono bassi consumi e ridotta velocità di trasferimento dati, in grado di garantire ampia copertura, potenzialmente persino superiore rispetto a quella di una cella di telefonia mobile, utilizzando una potenza inferiore, ma anche non abbastanza evolute e potenti da gestire “anche” il crescente numero di attacchi informatici che le riguardano.

C’è da aggiungere che i progetti smart city stanno crescendo ovunque e certamente mirano ad aumentare la rete di infrastrutture locali. Secondo un nuovo studio di Verified Market Research, dal titolo “Global Smart City ICT Infrastructure Market Size and Forecast To 2026”, entro il 2025 il mercato delle infrastrutture ICT per le città del futuro raggiungerà il valore di 1.714 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo (Carg 2018-2025) del 17,5%.

Una cifra enormemente più alta rispetto a quanto si stima sarà speso per la cybersecurity a livello mondiale.

Fonte: key4biz.it