Quale sarà l’impatto del GDPR sulla spesa in sicurezza IT?

Scatta il conto alla rovescia per l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, il Gdpr. Dal prossimo 25 maggio le aziende dovranno adeguarsi alle prescrizioni del General data protection regulation. Tuttavia allinearsi alle nuove regole non sarà immediato e Idc, società statunitense di ricerche di mercato, calcola che il Gdpr “continuerà a trainare una porzione significativa della spesa aziendale in sicurezza informatica per i prossimi quattro anni, così come già avvenuto nel corso del 2017“. L’effetto regolamento sulla privacy avrà effetti “sia sul valore del mercato del software che su quello dei servizi di sicurezza”.

In termini di spesa, Idc stima che in Europa occidentale la sicurezza informatica crescerà del 19,5% tra il 2017 e il 2021. Per il centro studi il picco di investimenti legato al Gdpr si avrà non tanto quest’anno, nonostante l’entrata in vigore del regolamento, quanto l’anno prossimo.

Nel 2019 la stima è che la spesa superi i 3,7 miliardi di dollari. È l’effetto della rincorsa delle aziende a mettersi in regola con le prescrizioni comunitarie. In Italia Idc stima una spesa in crescita del 15,3% nel periodo 2017-2021. Anche in questo caso il picco si raggiungerà nel 2019:investimenti sopra i 230 milioni di dollari. Quest’anno la spesa si aggirerà intorno ai 200 milioni.

Per Giancarlo Vercellino, responsabile ricerca e consulenza di Idc Italia, “il Gdpr sarà una vera e propria rivoluzione copernicana per le imprese europee”.

Per il manager,“oltre ad essere una sfida tecnologica che promuoverà una rinnovata attenzione agli investimenti in sicurezza It, la nuova normativa sarà l’occasione per sviluppare una nuova cultura aziendale attorno alla gestione dell’informazione e della privacy dei dati”.

Il tempo stringe ma Idc registra che all’appuntamento del Gdpr si sta presentando già preparato il 17% delle aziende italiane sopra i 250 addetti. Oltre al nuovo regolamento, la sicurezza informatica sta impegnando le aziende nella prevenzione da attacchi sempre più variegati e chirurgici, sfruttando i canali aperti dall’internet delle cose e le potenzialità dell’intelligenza artificiale.

Fonte: wired.it