Operazione DisrupTor, 179 arresti per traffico di armi e droga nel Dark Web

“L’età d’oro del mercato del dark web è finita”. Con queste parole un comunicato diffuso da Europol ha annunciato 179 arresti di venditori operanti nel web oscuro. La collaborazione tra le polizie americane ed europee, guidate rispettivamente da FBI e dalla polizia federale tedesca, ha permesso infatti di identificare i sospetti dietro una serie di account utilizzati per attività illegali come la vendita di droga ed armi. Il risultato finale è il sequestro di 500 kg di farmaci e droghe, 64 armi da fuoco e, appunto, quasi 200 arresti tra venditori e acquirenti di fentanil, metanfetamina, eroina, cocaina, ecstasy, mdma. L’operazione, denominata DisrupTor, ha anche permesso il sequestro di 6,5 milioni di dollari sia in contanti che in valute virtuali, mentre gli arresti sono stati effettuati in gran parte negli Stati Uniti (121), in Germania (42), nei Paesi Bassi (8), nel Regno Unito (4), in Austria (3) e in Svezia (1).

Commentando l’operazione, il capo del Centro europeo per la criminalità informatica (EC3) di Europol, Edvardas Šileris, ha detto: “Le forze dell’ordine sono più efficaci quando si lavora insieme e oggi inviamo un messaggio forte ai criminali che vendono o acquistano beni illeciti sul dark web: internet nascosto non è più nascosto e la tua attività anonima non è anonima”.

Secondo le prime indiscrezioni gran parte dei risultati vanno attribuiti proprio a un’operazione precedente che ha smantellato il secondo dark market place conosciuto nel dark web, il Wall Street market, e segue due altre vaste indagini di polizia: Operation Disarray nel 2018, e l’Operazione SaboTor nel 2019. L’impegno di diverse agenzie americane (tra cui i Servizi Segreti e la DEA), insieme alla collaborazione con gli europei, ha detto il capo dell’FBI, Christopher Wray, però ha un motivo contingente, bloccare la vendita di farmaci e sostanze d’abuso che nel periodo della pandemia da Coronavirus è schizzata alle stelle producendo numerosi decessi….

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Fonte: repubblica.it