La cybersecurity presente nel contratto di governo 5S-Lega

Italian flag and a group of business people.

La parola ‘digitale’ è presente 6 volte, mentre ‘innovazione’ 9 volte. Questo è il primo, semplice, risultato emerso dall’analisi effettuata da Key4biz sull’ultima bozza del “Contratto per il Governo del cambiamento”, a cui M5S-Lega stanno lavorando.

Abbiamo usato la lente d’ingrandimento con l’intento di mettere a fuoco solo i punti programmatici legati alla digital economy e alla cultura del futuro (Tlc, cybersecurity, Pa e Fisco digitale, Industria 4.0, Web Tax, ecc..).

E, a sorpresa, abbiamo scoperto il giallo Tlc e l’assenza di una politica per la Pa digitale.

Infatti nel testo del capitolo 25 dal titolo ‘Trasporti, Infrastrutture e Telecomunicazioni’ non si fa affatto riferimento alle Tlc. Si considera necessario per la mobilità sostenibile “un percorso finalizzato alla progressiva riduzione dell’utilizzo di autoveicoli con motori alimentati a diesel e benzina di origine fossile”. E ancora “È prioritario utilizzare strumenti finanziari per favorire l’acquisto di un nuovo veicolo elettrico a fronte della rottamazione”. Infine si pone l’attenzione sul “Piano Nazionale Infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica” e al modo per incentivare car e bike sharing.

Dunque nessun riferimento esplicito alla banda larga, 5G, e al tema strategico dello scorporo della rete Tim. Perché?

Ad onor del vero questi temi, chiave per lo sviluppo del Paese, erano, invece, presenti sia nel contratto di Governo commissionato da Luigi Di Maio al docente universitario Giacinto Della Cananea, per evidenziare i punti in comune tra il Movimento-Pd-Lega, sia nel programma elettorale dei 5 Stelle, nel quale per quanto riguarda la banda larga è stato scritto:

Il MoVimento 5 Stelle vuole una gestione ed una infrastruttura di rete a maggioranza pubblica. Considerati gli ingenti investimenti fatti tramite bandi Infratel vinti quasi tutti da OpEn Fiber, vogliamo rendere questa società a maggioranza pubblica creando le condizioni per unire i maggiori soggetti in un’unica infrastruttura. Ora è arrivato il momento di rimediare a questi errori del passato e promuovere un’unione tra la futura OpEn Fiber pubblica e la principale infrastruttura di rete del nostro Paese.

Pa digitale, l’altro grande assente

L’altro grande assente del contratto M5S e Lega è la digitalizzazione della Pubblica amministrazione. Il tema, anche questo, era presente nel contratto preparato dal docente Della Cananea in questi termini “digitalizzazione della Pa con l’attuazione del CAD”.

Il digitale è la strada obbligata per la modernizzazione del Paese, a partire proprio dalla pubblica amministrazione, per produrre innumerevoli benefici per i cittadini e per le imprese.

La Pa dovrebbe diventare il primo volano di digitalizzazione del Paese. Se funzionerà la Pa, funzionerà anche meglio il sistema delle imprese.

 

Fisco digitale

Fortunatamente nella bozza di contratto M5S-Lega, la politica digitale è presente in altri aspetti, ugualmente, determinanti per l’ammodernamento e crescita dell’Italia. Per esempio per sburocratizzare il Fisco, (“per semplificazione degli adempimenti contabili”) si prevede la creazione di “un fisco digitale in linea con i più innovativi strumenti di elaborazione e comunicazione dati”.

Lavoro, ritornano i voucher erogabili da una piattaforma digitale

Il ricorso al digitale è previsto anche per il tema lavoro, nel contratto M5S-Lega. I due schieramenti politici sono d’accordo nel ritorno dei voucher “la cui cancellazione totale ha creato non pochi disagi ai tanti settori per i quali questo mezzo di pagamento rappresentava uno strumento indispensabile”. Da ricordare che i voucher, introdotti con la Legge Biagi nel 2003 quando era ministro del Lavoro Roberto Maroni, nel secondo governo di Silvio Berlusconi, sono stati estesi a tutti i settori nel 2012 dalla legge Fornero, che M5S e Lega vogliono abrogare.

Per “l’erogazione dei nuovi voucher”, si legge nel testo della bozza di contratto per il nuovo Governo, “è prevista attraverso una piattaforma digitale, per combattere il sommerso”. La piattaforma, che ricorda quella per l’erogazione del bonus cultura 18App, è intesa come “un apposito strumento, agile ma chiaro e semplice, che non si presti ad abusi, per la gestione dei rapporti di lavoro accessorio”.

Diritto di accesso alla Rete

In linea con le richieste europee è il punto programmatico che considera Internet bene di prima necessità, come l’acqua. “È opportuno introdurre il principio della cittadinanza digitale dalla nascita, prevedendo l’accesso alla rete Internet gratuito per ogni cittadino”, è scritto nel capitolo dedicato alla democrazia diretta.

Sanità, mancato ammodernamento tecnologico e digitale del servizio sanitario nazionale

Nel ribadire la validità dell’attuale modello di gestione del servizio sanitario a finanziamento prevalentemente pubblico, le due forze politiche individuano le cause dell’inefficienza del settore “nel mancato ammodernamento tecnologico e digitale del servizio sanitario nazionale”. La salute dei cittadini italiani si cura anche con il digitale e con maggiori risorse per la sicurezza informatica, perché la Sanità è il primo settore più colpito in Europa dagli attacchi informatici, secondo i recenti report realizzati dalle società specializzate.

Cybersecurity e contrasto al cyberbullismo

La cybersecurity è un tema caro al Movimento 5 Stelle. È presente sia nel suo programma elettorale sia nel ‘contratto Governo’ commissionato al docente Giacinto Della Cananea.

“È indispensabile incentivare lo sviluppo del settore della sicurezza anche per quanto concerne la cybersecurity”, hanno scritto M5S e Lega nell’accordo, “avendo particolare attenzione al fenomeno del cyber bullismo, individuando strumenti di ausilio per il superamento del problema soprattutto negli ambienti scolastici”.

Le due forze politiche hanno previsto premi (anche borse di studio) per gli studenti che denunciano atti di bullismo fino all’introduzione delle videocamere nelle scuole.

Si sa che l’introduzione delle telecamere in classe è sempre più richiesta da una parte dell’opinione pubblica, dopo i recenti episodi di bullismo a scuola e di frequenti casi di violenze su bimbi nei nidi. La videosorveglianza è prevista dal Ddl approvato solo alla Camera nella precedente legislatura. In questo nostro articolo facciamo il punto, anche con gli ultimi pareri espressi dai Garanti Privacy e per l’Infanzia.

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