Joint Cybercrime Action Taskforce, a Roma il board meeting 2020

L’Europol ha annunciato lotta senza confini al cybercrime globale. Si è tenuto a Roma il Board Meeting della Joint Cybercrime Action Taskforce (J-CAT) per stabilire ad inizio anno quali saranno le iniziative da implementare e impiegare sul campo della lotta al cyber crimine internazionale durante il 2020.

L’obiettivo dichiarato è uno: condurre azioni coordinate tra Forze di Polizia europee ed extra europee con il supporto dell’intelligence contro ogni tipo di minaccia informatica, favorendo e rendendo più semplice tra i partner, sia le operazioni di identificazione congiunta, sia quelle di indagine, raccolta dati e informazioni.

L’incontro di Roma

Il board meeting di Roma del J-CAT, organismo costituito presso Europol all’interno del European Cyber Crime Center (EC3), ha visto per l’Italia la partecipazione del personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Il J-CAT si occupa più in generale di contrasto alla criminalità informatica internazionale e promuove  sinergie operative tra le Forze di Polizia “cyber”, attraverso la partecipazione di Ufficiali di collegamento di Italia, Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Romania, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito, a cui si aggiungono rappresentanti di Paesi extra europei come Australia, Canada, Colombia, Norvegia, Svizzera e Stati Uniti.

Durante l’incontro di Roma, il board ha preso la decisione di estendere la presidenza olandese e di eleggere la nuova vicepresidenza che passa dall’FBI americana alla Svizzera. Al Gruppo si è unito un 16° Paese, la Romania.

Le operazioni del 2019

In occasione dell’incontro, il J-CAT ha illustrato le azioni portate avanti nel 2019 con successo contro il cyber crimine internazionale. Tra queste, sicuramente c’è l’arresto di un uomo in Gran Bretagna per il furto di 10 milioni di euro in criptovaluta IOTA, di cui sono state vittime 85 persone in tutto il mondo, e l’arresto di cinque uomini e una donna, sempre nel Regno Unito, per il furto di criptovalute per 24 milioni di euro di valore, a danno di 4.000 utenti di 12 Paesi.

Altri arresti sono stati eseguiti in Italia, Francia e Spagna per materiale pedopornografico fatto girare via WhatsApp, mentre fondamentale è stata la distruzione della rete IM-RAT (Imminent Monitor Remote Access Trojan), tramite cui i criminali prendevano il controllo di computer e device connessi in rete da remoto per attività illecite di varia natura.

Per aumentare, infine, la consapevolezza della minaccia informatica rappresentata da queste cyber organizzazioni criminali e favorire la collaborazione con le Forze di Polizia nazionali, regionali e locali degli attuali paesi membri di J-CAT, nel 2019 sono stati organizzati numerosi roadshow, a cui hanno preso parte 580 tra esperti e specialisti.

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