Il futuro della cybersecurity in Italia: Ambiti Progettuali Strategici


In questo documento viene fornito un breve riassunto degli aspetti più significativi del volume: Il Futuro della Cybersecurity in Italia: Ambiti Progettuali Strategici.

Stampato in Italia nel gennaio 2018, il volume ha visto il coinvolgimento di oltre 120 ricercatori, provenienti da circa 40 tra Enti di Ricerca e Università, unico per numerosità ed eccellenza, che rappresenta il meglio della ricerca in Italia nel settore della cybersecurity.
Il volume, curato dai professori Roberto Baldoni, Rocco De Nicola e Paolo Prinetto, consta di oltre 230 pagine; l’indice dettagliato è riportato in Appendice a questo documento.

Alla fine del 2015, il Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI ha realizzato un Libro Bianco per raccontare le principali sfide di cybersecurity che il nostro Paese doveva affrontare nei cinque anni successivi. Il volume si concentrava soprattutto sui rischi derivanti dagli attacchi cyber e delineava alcune raccomandazioni anche organizzative.

Il nuovo libro bianco nasce come continuazione del precedente, con l’obiettivo di delineare un insieme di ambiti progettuali e di azioni che la comunità nazionale della ricerca ritiene essenziali a complemento e a supporto di quelli previsti nel DPCM Gentiloni in materia di sicurezza cibernetica, pubblicato nel febbraio del 2017. La lettura non richiede particolari conoscenze tecniche; il testo è fruibile da chiunque utilizzi strumenti informatici o navighi in rete.

Nel volume vengono considerati molteplici aspetti della cybersecurity, che vanno dalla definizione di infrastrutture e centri necessari a organizzare la difesa alle azioni e alle tecnologie da sviluppare per essere protetti al meglio, dall’individuazione delle principali tecnologie da difendere alla proposta di un insieme di azioni orizzontali per la formazione, la sensibilizzazione e la gestione dei rischi.

Gli ambiti progettuali e le azioni, che si spera possano svilupparsi nei prossimi anni in Italia, sono poi accompagnate da una serie di raccomandazioni agli organi preposti per affrontare al meglio, e da Paese consapevole, la sfida della trasformazione digitale. Le raccomandazioni non intendono essere esaustive, ma vanno a toccare dei punti che ritenuti essenziali per una corretta implementazione di una politica di sicurezza cibernetica a livello nazionale. Politica che, per sua natura, dovrà necessariamente essere dinamica e in continua evoluzione per tener conto dei cambiamenti tecnologici, normativi, sociali e geopolitici.

Prima di introdurre i diversi ambiti progettuali, il volume dedica un capitolo introduttivo ai pericoli degli attacchi cyber, mettendo in evidenza come in un mondo sempre più digitalizzato, gli attacchi informatici suscitano allarme nella popolazione, causano danni ingenti all’economia e mettono in pericolo la stessa incolumità dei cittadini quando colpiscono reti di distribuzione di servizi essenziali come la sanità, l’energia, i trasporti, vale a dire le infrastrutture critiche della società moderna.

Viene poi sottolineato come anche la democrazia possa essere sotto attacco. Le fake news sono l’evoluzione degli attacchi basati su ingegneria sociale: create e diffuse attraverso il cyberspace, le false informazioni tendono a confondere e destabilizzare i cittadini di un paese immergendoli in uno spazio informativo non controllato, con un insieme pressoché infinito di sorgenti di notizie.

 

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