Digital transformation, una sfida tra privacy e cybersecurity

La dematerializzazione e la digitalizzazione documentale hanno infatti favorito un approccio di armonizzazione ibrida tra documenti fisici e digitali, in un’ottica di efficientamento dei processi aziendali e di assecondamento delle esigenze di business. Gli uffici e i lavoratori sempre più smart, mobile e connessi hanno dato in realtà una seconda vita alla carta, tutelandola dallo sfruttamento massimale. Negli ultimi anni si stampa meno e con una qualità superiore, tramite dispositivi più evoluti tecnologicamente e attenti all’impatto ambientale. La componente business ha ovviamente un peso di rilievo in termini di volumi ed è quella che ha subito le trasformazioni più evidenti. Ne è un esempio la dematerializzazione dei documenti B2B come quelli relativi al ciclo passivo, alle risorse umane o ai rapporti con i clienti, orientata a mettere ordine digitale a un caos fisico di fogli e fogliettini. La conseguenza diretta è che gli sprechi tendono a ridursi e la produttività, sia individuale sia aziendale, tende ad aumentare.Un ruolo decisivo in questa transizione ibrida lo hanno avuto le compagnie tecnologiche specializzate nella produzione e nella gestione documentale, che sono state messe sotto pressione da fattori esogeni ed endogeni e che hanno dovuto cambiare pelle. Emblematico è il caso della multinazionale giapponese Brother che ha completato la sua evoluzione: da produttore puro di sistemi di stampa ad azienda promotrice della trasformazione digitale. Non più solo stampanti, ma soluzioni digitali per le imprese: dagli scanner ai dispositivi multifunzione, passando per sistemi in cloud e mobile. Un passaggio dalla mera fornitura di dispositivi ad un lavoro più ampio, che include anche la consulenza step by step. Il gruppo punta con interesse crescente al mondo della piccola e media impresa, affamata di processi di snellimento burocratico e digitalizzazione. «La gestione digitale dei documenti offre oggi enormi benefici: la completa tracciabilità delle informazioni e la loro integrazione in workflow interni e filiere esterne, una maggiore velocità nel perfezionamento delle varie fasi di attività e la riduzione degli oneri di processo», spiega Marcello Acquaviva, President & Managing Director di Brother Italia.

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Fonte: repubblica.it