Cybersecurity, tra Italia e Israele primi segnali di cooperazione cyber nel settore privato

L’ambasciatore Sachs: Bisogna incrementare la cyber cooperazione tra Italia e Israele sul settore privato, con iniziative come Cybertech

“Vediamo oggi i primi segnali di cooperazione tra Italia e Israele sul versante del settore privato”. Lo ha spiegato a Difesa & Sicurezza l’ambasciatore del paese ebraico a Roma, Ofer Sachs, a margine di Cybertech Europe. “Mettiamo da parte quella governativa, che esiste ad alto livello ed è cruciale – ha sottolineato il diplomatico -, e spostiamoci su un nuovo livello. Che è coinvolgere il settore privato nella partita. Ecco perché abbiamo fatto sforzi come questo, mettendo insieme attori, delegazioni e realtà delle due nazioni. Siamo stati molto felici che Intesa San Paolo ed Enel abbiano deciso di aprire attività nel nostro paese a Tel Aviv. Hanno vinto un tender per creare e gestire un laboratorio di innovazione, che sarà uno strumento forte di cooperazione. Servono, comunque, più iniziative di questo tipo – ha aggiunto -. Sia qui in Italia sia in Israele. L’unico modo affinché ciò avvenga, però, è mettere insieme i rispettivi imprenditori”.

A Roma sono arrivate 13 startup del paese ebraico, ognuna con le sue idee sulla cybersecurity. Ma tutte interessate a dialogare con partner italiani

A conferma delle parole dell’ambasciatore Sachs, la delegazione israeliana a Cybertech è composta da una serie di soggetti istituzionali, ma anche da molte aziende. Sul primo versante ci sono  – tra gli altri -, la cybersecurity unit dello Israel Export & International Cooperation Institute’s (IEICI); l’amministrazione del Commercio estero del ministero dell’Economia del Paese ebraico; il National Cyber Directorate dell’ufficio del primo ministro. Sul secondo, 13 aziende e startup di diverso tipo. BitDam, Commugen, Crusoe Security, CybInt, GuardiCore, Idefend, Minerva, NsKnox technologies, SecBI, SecuPi, SIGA- SCADA Cyber Alert Systems, Reblaze technologies e Votiro. Tutte si occupano di cybersecurity e di protezione dalle cyber minacce. Ognuna, però, ha idee e metodologie diverse. Per le aziende italiane si tratta di un’ottima opportunità, non solo di cooperazione. Ma anche per capire in che direzione si sta muovendo il panorama.

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