CyberSEC2026. Momola (Engineering): “Servono modelli AI specializzati e sovrani, di cui abbiamo la governance totale”

Non serve inseguire modelli sempre più grandi e generici. Servono modelli di AI specializzati, agili e verticalizzabili: un’intelligenza artificiale sovrana, di cui abbiamo la governance totale

La crescente instabilità geopolitica e l’intensificarsi delle minacce informatiche stanno imponendo un ripensamento profondo delle strategie di sicurezza digitale in Europa. “La cybersecurity, oggi più che mai, è diventata un pilastro della sicurezza nazionale e della competitività economica, in un contesto caratterizzato da una vera e propria guerra ibrida, dove attacchi informatici, disinformazione e pressione tecnologica si intrecciano con gli equilibri geopolitici”, ha affermato Fabio Momola, CEO DHub e Cybertech Engineering Group, nel suo intervento alla quinta edizione della Conferenza Internazionale “CyberSEC – Cybercrime e Cyberwar: Norme, Geopolitica e Cybersecurity per una Difesa Comune”, promossa e organizzata da Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato, in corso a Roma il 4 e 5 marzo 2026 presso la Superiore di Polizia.

Viviamo in una fase in cui i confini tra dominio militare e civile si sono progressivamente dissolti. La guerra non è più solo militare: è economica e informativa. È una guerra ibrida che non colpisce confini, ma infrastrutture essenziali — energia, finanza, trasporti, sanità — e che si manifesta con blackout, reti bancarie rallentate, campagne di disinformazione. Negli ultimi anni l’Italia e l’Europa hanno investito sempre di più in cybersecurity, ma è arrivato il momento di un cambio di prospettiva: non possiamo più limitarci a essere consumatori di tecnologia per la nostra sicurezza. Dobbiamo diventare produttori“, ha precisato Momola.

L’Intelligenza Artificiale è un moltiplicatore di potenza in entrambe le direzioni, sia per chi attacca sia per chi difende. Proprio per questo dobbiamo orchestrare l’AI, non esserne orchestrati. Non serve inseguire modelli sempre più grandi e generici. Servono modelli di AI specializzati, agili e verticalizzabili: un’intelligenza artificiale sovrana, di cui abbiamo la governance totale — su quali dati è addestrata, chi la governa, chi ne risponde”.

Nel dominio cyber non vince chi compra meglio ma chi costruisce meglio

La cybersecurity non è solo protezione tecnica. È politica industriale. E una resilienza senza sovranità tecnologica è fragile. L’Italia ha le competenze per costruire questa autonomia strategica: campioni nazionali, decine di aziende specializzate e PMI innovative in ambito cyber, un capitale umano fatto di grandi professionisti ed esperti. Noi di Engineering ci stiamo muovendo in questa direzione, investendo su un’architettura concreta che parte da modelli proprietari e aperti, li specializza attraverso piattaforme dedicate, li orchestra in flussi operativi governati e ne garantisce osservabilità e controllo continuo in ogni fase. Lo facciamo nella consapevolezza di agire in un ecosistema dinamico e ricco di eccellenze”.

Ci sono tutti i presupposti per un approccio sistemico in cui la partnership pubblico-privato non sia un’opzione, ma un requisito strutturale: condivisione sicura delle informazioni sulle minacce, integrazione tra grandi player e PMI, rafforzamento di una difesa comune. Nel dominio cyber non vince chi compra meglio. Vince chi costruisce meglio“, ha affermato Momola.

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Giornalista pubblicista, Digital content developer

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