Cyber defence, perché la collaborazione tra pubblico e privato è fondamentale per proteggere i dati

Organizzato da Assocomunicatori e Deepcyber, si è svolta oggi a Roma la tavola rotonda “Cyber Defence & Cyber Threat Intelligence. Cyber security e ruolo del settore privato nell’interesse nazionale”, a cui hanno partecipato i maggiori esponenti delle Istituzioni, della Difesa e dell’industria.

Nell’ambito della sicurezza sul web, la collaborazione tra pubblico e privato è fondamentale al fine di garantire una maggiore efficacia nella protezione dei dati“.

E’ quanto emerso oggi alla tavola rotonda “Cyber Defence & Cyber Threat Intelligence. Cyber security e ruolo del settore privato nell’interesse nazionale”, a cui hanno partecipato i maggiori esponenti delle Istituzioni, della Difesa e dell’industria.

Organizzata a Roma da Assocomunicatori e Deepcyber, in partnership con Crowdstrike e EclecticIQ, la conferenza ha messo in luce che in Italia sono presenti imprese, grandi e piccole, molto competenti e, in virtù di questo, è indispensabile sviluppare un ecosistema italiano per la tutela della sicurezza nazionale.

Secondo Giovanni Buttarelli, Garante Europeo per la Protezione dei Dati Personali, “i dati sensibili oggi sono una risorsa illimitata e delicata ed in questo senso vanno protetti. In tal senso, con Il GDPR si è fatto tanto per difendere i diritti digitali dei cittadini”.

Alla tavola rotonda è intervenuto anche l’On. Francesco Zicchieri, Segretario della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, che ha evidenziato quanto sia “fondamentale implementare un confronto quotidiano con chi affronta i temi della sicurezza per sensibilizzare le istituzioni sul tema della cyber security. Occorrono, quindi, idee concrete come quelle emerse oggi”.

Nunzia Ciardi, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha rilevato che “la cyber sicurezza è un tema strategico per il nostro Paese, tuttavia poco noto e diffuso all’esterno dei tavoli tecnici. Non siamo ancora preparati a comprendere che viviamo in un mondo completamente tecnologico e informatizzato, quindi a rischio sotto diversi punti di vista. Per questo, per diventare un Paese più competitivo è necessario coniugare efficacemente una spinta informatica con una sicurezza ‘accettabile’. Le aziende italiane vanno tutelate.”

Il Professor Roberto Baldoni, Presidente del Nucleo Sicurezza Cibernetica Nazionale, ha ribadito che “dobbiamo avere strumenti in grado di implementare la sicurezza e fare screening tecnologici per fare prevenzione all’interno del nostro tessuto imprenditoriale e istituzionale. Inoltre, abbiamo bisogno di un sistema cyber di gestione della crisi e per difendere l’indipendenza e la prosperità del nostro Paese.”

Per Fabio Rugge, Head of the Office for NATO and Security and Politic-Military Strategic “lo spazio cybernetico è troppo importante per la sicurezza nazionale e questo significa che la sovranità nel ventunesimo secolo si rispecchia anche nella capacità di difesa cyber. Stiamo vivendo una rivoluzione culturale per cui possiamo parlare di sicurezza 4.0 e, di fatto, dobbiamo stare al passo per comprendere quali sono le implicazioni di questa nuova realtà per mettere in campo nel settore, nuove risorse, strategie e procedure”.

Per Gerardo Costabile, CEO e Founder di Deepcyber “il settore della cyber security in futuro rappresenterà sempre di più un asset da sviluppare, anche perché le imprese italiane sono molto competenti e apprezzate all’estero, soprattutto in determinate parti del pianeta, come Africa e Paesi Arabi. È dunque importante – ha ribadito Costabile – la cooperazione in ambito civile e militare, soprattutto nello scambio di informazioni e tecnologie, e per scongiurare i cosiddetti attacchi ‘ibridi’”.