Coronavirus, per la cybersecurity sarà un vantaggio competitivo. Ecco perché

In mezzo ai crolli verticali dei mercati e alla spirale di panico generata dalla rapida proliferazione del coronavirus (alias Covid-19), l’industria della cybersecurity sembra essere ben preparata per una crescita sostenibile nonostante alcune prevedibili turbolenze.

Ciò non significa che il settore godrà di un successo assoluto ed eterno ma, a differenza di altri settori dell’economia, le basi per una tenuta maggiore del comparto ci sono.

Il fuggi-fuggi on-line

Nei Paesi colpiti dal coronavirus – Italia compresa – ora frenano attivamente o addirittura sono categoricamente proibite un ampio spettro di attività quotidiane, tra cui la frequentazione di scuole, la visita di luoghi pubblici e ristoranti, per non parlare dei viaggi internazionali e delle conferenze.

Non sorprende che la maggior parte delle aziende colpite dovrà ora reinventarsi rapidamente e adattarsi alla nuova realtà o vedere i propri ricavi colpiti in modo estremamente duro.

Un numero considerevole di processi offline migrerà in qualche modo verso Internet, sostituendo le consulenze con medici e avvocati con agili videochiamate, privilegiando software come ZoomWebEx GoToMeeting per le riunioni di lavoro interne; consegnando cibo e merci a domicilio invece di mangiare fuori o fare shopping nei weekend in centri commerciali sovraffollati.

Questi sono solo alcuni esempi, anche se il quadro generale sembra essere cristallino: le aziende dovranno muoversi con coraggio online.

La conseguenza di questa migrazione online? Molto presto i servizi di sicurezza informatica e di Compliance saranno in cima alla lista delle priorità.

Prevedibilmente, le offerte SaaS di cybersecurity più agili, fatte su misura per essere facilmente consumate, distribuite in modo altamente regolabile e offerte a un prezzo competitivo, avranno probabilmente il miglior successo tra i nuovi arrivati.

La cybersecurity diventa vantaggio competitivo

Purtroppo, alcune delle industrie e dei mercati recentemente fiorenti possono subire un brusco crollo di nuovi affari e clienti spaventati dall’infezione. Coloro che implementeranno tempestivamente valide alternative digitalizzate, si troveranno probabilmente a dover affrontare una dura concorrenza in mezzo al grave rallentamento economico che alcuni economisti e politici ora prevedono in modo convincente.

Una parte del pubblico target potrebbe essere eccessivamente prudente e riluttante a sostituire i pagamenti in contanti o assegni inconsciamente sicuri con l’elaborazione di carte di credito online o pagamenti elettronici. Anche nei Paesi occidentali, una parte considerevole della popolazione diffida ancora dei pagamenti via Internet.

Quindi, correttamente implementato, spiegato e pubblicizzato, l’igiene informatica, la protezione dei dati e la conformità agli standard di cybersecurity fornirà senza dubbio una garanzia per la nuova classe di consumatori esitanti.

L’eCommerce sotto la lente d’ingrandimento

Nella corsa generale, alcune organizzazioni in transito digitale saranno inevitabilmente negligenti o imprudenti, mettendo i loro clienti ad alto rischio, e offrendo sé stesse come una preda facile per i Criminal Hacker – una situazione che le autorità di regolamentazione difficilmente potranno tollerare.

Pertanto, per garantire una digitalizzazione fluida e sicura delle attività commerciali, saranno probabilmente destinate maggiori risorse di regolamentazione alla conformità di Policy e quanto normato nel GDPR.

Di conseguenza, le aziende che in precedenza erano state meno attente alla propria Compliance avranno probabilmente buone probabilità di dover affrontare sanzioni pecuniarie piuttosto severe e altre sanzioni ai sensi della legge applicabile. Alla fine, prima o poi, stanzieranno almeno una minima parte del loro budget per mitigare i rischi informatici.

L’eredità della digitalizzazione d’emergenza

È importante sottolineare che, dopo la scomparsa definitiva del coronavirus, una percentuale sostanziale del suddetto spostamento digitale rimarrà con ogni probabilità. Certamente, non tutti continueranno a lavorare a distanza da casa o a sostituire le serate nei pub o gli aperitivi con Netflix, tuttavia, molti processi comuni si sposteranno sicuramente nello spazio digitale, aumentando la loro efficienza ed efficacia complessiva.

Alla fine, sempre più persone diventeranno ancora più dipendenti da Internet e richiederanno senza dubbio la sicurezza dei loro dati, la privacy e un senso di controllo sul loro ecosistema digitale.

Alla luce della digitalizzazione multidimensionale e diffusa, la sicurezza informatica ha ora un’opportunità illimitata di “alzare la testa” ed affermarsi come pilastro e fattore competitivo e non solo utilitaristico.

Soprattutto, manteniamo la calma, seguiamo le precauzioni prescritte dalle autorità sanitarie nazionali e concentriamoci sul fornire valore ed eccellenza ai nostri clienti e partner. La sicurezza informatica è pronta ad avere successo.

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