Conflitti sopiti. Tra India e Pakistan il terreno di scontro è quello cyber

Ad oggi sia India che Pakistan utilizzano il dominio cyber per attacchi sporadici con scarso pericolo di ritorsioni e contrattacchi. Tuttavia, la corsa alla tecnologia informatica, intesa come arma, può creare i presupposti per una minaccia alla sicurezza regionale.

Le recenti notizie riportate da NordicMonitor, secondo il quale la Turchia avrebbe segretamente sostenuto il Pakistan nella creazione di un esercito informatico, portano le tensioni tra i due Paesi asiatici su un nuovo piano. Infatti, secondo queste indiscrezioni, le ragioni che hanno portato Islamabad a creare una forza cyber sarebbero due: da un punto di vista geopolitico, volto a rafforzare gli strumenti di offesa cyber verso gli Stati Uniti e l’India; da un punto di vista della politica interna volto a plasmare l’opinione pubblica, influenzare le opinioni dei musulmani nel sud-est asiatico e minare le critiche mosse contro i governanti pakistani.

Ad oggi sia India che Pakistan utilizzano il dominio cyber per attacchi sporadici con scarso pericolo di ritorsioni e contrattacchi. Tuttavia, la corsa alla tecnologia informatica, intesa come arma, può creare i presupposti per una minaccia alla sicurezza regionale.

Contesto

Nel Novecento India e Pakistan hanno combattuto tre grandi guerre convenzionali (nel 1947-48, 1965 e 1971). La tensione tra le due nazioni è arrivata al punto più alto verso la fine del XX secolo, quando entrambi gli Stati hanno ottenuto lo status di potenze nucleari. Da un punto di vista cyber ad eccezione dell’attacco del 1998, dove hacker pakistani si sono infiltrati nell’Atomic Research Center of India, la provocazione informatica tra i due Paesi comprende principalmente danni a siti web governativi, specialmente in giornate di memoria nazionale. In ambito tecnologico, il Pakistan per molti anni è rimasto indietro, a differenza del competitor indiano che ha sempre di più aumentato risorse nel budget per il settore, con lo scopo di raggiungere il dominio cyber nell’area. L’India ha anche costruito il suo arsenale informatico redigendo nel 2013  la sua prima politica di sicurezza in questo settore, caratterizzata da principi di protezione, prevenzione e contrattacco, e che portò nel 2018 alla creazione della prima agenzia informatica di difesa indiana. Diversamente, la prima politica di sicurezza informatica del Pakistan è stata redatta solamente nel 2021.

Il supporto della Turchia

I rapporti di alleanza tra Pakistan e Turchia sono storici e recentemente rafforzati da un importante accordo commerciale bilaterale al fine di garantire un maggiore accesso ai rispettivi mercati:  commercio tra i due Paesi che risulta in costante aumento nel corso degli anni e attestandosi a 882 milioni di dollari nell’esercizio 2021-22, in aumento del 17,8% rispetto ai 749,12 milioni del precedente anno.

Non sorprende quindi una possibile collaborazione in ambito cyber, come indirettamente confermato in un’intervista alla rete nazionale Kahramanmaraş, rilasciata dal ministro dell’Interno turco Suleyman Soylu. Questi, senza mai fare esplicitamente il nome del Pakistan, ha rivelato che la proposta di istituire un’unità cyber all’interno dell’esercito straniero – del cui addestramento si sarebbe occupata Ankara – è stata presentata per la prima volta nel dicembre del 2018 proprio durante i colloqui privati ​​con l’allora ministro di Stato per gli interni pakistano, Shehryar Khan Afridi. Il piano sarebbe stato approvato anche da Imran Khan, l’allora primo ministro, recentemente vittima di un attentato durante un comizio politico.

Da quel momento la cooperazione è continuata sotto i governi successivi, con circa 6.000 agenti di polizia pakistani addestrati dalla Turchia per questo e altri progetti.

India – Pakistan e il rischio cyber: rischi per la regione

La guerriglia cibernetica rimane molto rilevante tra India e Pakistan a causa della sua natura, del basso costo e della facilità di conduzione. Il futuro da gigante tecnologico, con un’industria in crescita di software e hardware, fornisce all’India un importante vantaggio strategico verso il Pakistan. Tuttavia, dopo l’attacco di Pulwama del 2019 e le crescenti tensioni tra Pakistan e India, la Cina ha voluto assicurarsi che il conflitto non si intensificasse. Probabilmente, qualora scoppiasse una guerra, la Cina sarebbe più incline a offrire sostegno al Pakistan a causa degli stretti rapporti tra i due Paesi. Poiché Pechino è molto più avanzata in campo cyber, questo supporto potrebbe includere anche capacità e azioni informatiche.

In ottica anticinese si potrebbe invece inquadrare l’avvicinamento degli Stati Uniti verso l’India, testimoniato anche dalla recente approvazione del National Defense Authorization Act per il 2023, nel quale gli Usa hanno dichiarato di voler rafforzare la cooperazione di difesa con l’India in diversi settori chiave quali ricerca e sviluppo, intelligence e dimensione cyber. Su quest’ultimo tema è significativo il recente incontro dello scorso maggio tra Joe Biden e Narendra Modi nel quale i due leader hanno toccato in dettaglio la cooperazione nelle tecnologie critiche. Entrambe le parti ne hanno riconosciuto l’importanza con il lancio di un’iniziativa USA-India sulle tecnologie critiche ed emergenti che prevede di unirsi a sei degli hub di innovazione tecnologica dell’India per sostenere almeno 25 progetti di ricerca congiunti nei settori AI e data science.

Giurista con la passione per la geopolitica e le relazioni internazionali, temi che approfondisco grazie alla collaborazione per diverse riviste e centri studi di settore (Centro studi AMIStaDeS, AIAIG - Associazione Italiana Analisti di Intelligence e Geopolitica, Il Caffè Geopolitico, Privacy Network). L’interesse per l'ambito “cyber” nasce dalla curiosità di capire come questo fenomeno possa influenzare i rapporti tra Stati e all'interno dello Stato.

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Mantovano Alfredo
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