Carte di credito, 45% di retailer, ristoratori e hotel non rispetta criteri di sicurezza

Quasi la metà (il 45%) dei retailer, dei ristoratori, degli hotel, e molte altre attività che si basano su pagamenti con carta di credito hanno ancora difficoltà a soddisfare i requisiti minimi di sicurezza di anno in anno. E’ questo il dato principale che emerge dal rapporto Payment Security Report 2017 pubblicato da Verizon.

I requisiti di sicurezza dei dati per il settore carte di credito (Payment Card Industry Data Security Standard, PCI DSS) sono stati introdotti come supporto alle aziende che usufruiscono di carte di credito, per proteggere i propri sistemi di pagamento dal rischio di violazioni e furto dei dati dei titolari di queste carte. Tutti i casi di violazione di dati di una carta di credito su cui Verizon ha indagato erano legati alla mancata applicazione di questi requisiti al momento dell’attacco, e hanno dimostrato anzi una conformità incompleta per 10 dei 12 requisiti PCI DSS basilari.

La società americana Verizon, nel rapporto, mostra come il rispetto di questi criteri da parte delle organizzazioni e la loro capacità di difendersi dagli attacchi hacker sono effettivamente correlati. In generale, la conformità ai requisiti PCI da parte delle aziende, a livello mondiale, è aumentata, infatti il 55,4% delle organizzazioni prese in considerazione dall’azienda nel 2016 ha superato questa verifica provvisoria. Questo significa, però, che quasi la metà dei retailer, dei ristoratori, degli hotel, e molte altre attività che si basano su pagamenti con carta di credito hanno ancora difficoltà a soddisfare i requisiti minimi di sicurezza di anno in anno.

In generale, la conformità ai requisiti PCI da parte delle aziende, a livello mondiale, è aumentata, infatti il 55,4% delle organizzazioni prese in considerazione da Verizon nel 2016 ha superato questa verifica provvisoria. Questi dati rappresentano un miglioramento rispetto al 2015, quando le organizzazioni che rispettavano tutti i requisiti secondo la verifica provvisoria erano il 48,4%.

“Il rispetto dei requisiti PCI DSS e la capacità di un’organizzazione di difendersi dagli attacchi informatici sono aspetti chiaramente legati,” commenta Rodolphe Simonetti, global managing director for security consulting di Verizon. “Se da un lato un maggior rispetto dei requisiti PCI è positivo, rimane il fatto che più del 40% delle organizzazioni di tutte le dimensioni esaminate a livello globale ancora non applica i criteri PCI DSS. E, tra quelle che hanno superato quest’analisi, quasi la metà non è più conforme nel giro di un anno, e altre ancora prima.”

Settore IT il più sicuro

Secondo il report, il settore dei servizi IT, tra tutti i settori chiave analizzati, è quello che ha raggiunto il livello più alto e completo di conformità a questi requisiti. A livello globale, più della metà (61.3%) delle organizzazioni IT, in occasione della verifica provvisoria del 2016, ha raggiunto un’adesione completa ai criteri, seguito dal 59.1% delle organizzazioni dei servizi finanziari (tra cui le compagnie assicurative), del retail (50%) e del settore hospitality (42.9%).

Simonetti specifica, “La questione non è più ‘se’ i dati debbano essere protetti, ma ‘come’ arrivare ad una protezione dei dati davvero sostenibile. Molte organizzazioni concepiscono ancora i criteri di sicurezza PCI DSS come fini a se stessi, e non capiscono come siano invece interconnessi – il concetto di gestione del ciclo di vita della sicurezza, fin troppo spesso, è completamente inesistente. E, spesso, questo è il risultato della mancanza di personale interno specializzato – ma, nella nostra esperienza, le competenze interne possono trarre ampi spazi di miglioramento grazie alla consulenza costante di esperti esterni.”

Le 5 linee guida

Il report PSR 2017, redatto da Verizon, suggerisce cinque linee guida principali per la gestione del ciclo di vita della sicurezza:

  1. Consolidare per una gestione più semplice – Non sempre aumentare i controlli di sicurezza è la risposta giusta – lo Standard PCI DSS comprende già di per sé numerosi requisiti e normative per la protezione dei dati, tutti interconnessi tra loro. Le organizzazioni dovrebbero perciò riuscire a utilizzarlo per consolidare la sicurezza, semplificandone, in generale, la gestione.
  2. Investire nello sviluppo del know-how – Le organizzazioni dovrebbero investire nelle risorse umane, per sviluppare e mantenere le conoscenze su come migliorare, monitorare e misurare l’efficacia dei controlli di sicurezza già in atto.
  3. Adottare una strategia equilibrata – Le aziende devono basarsi su un ambiente di controllo interno che sia solido e resiliente al tempo spesso, se vogliono restare in linea con i requisiti di sicurezza vigenti.
  4. Automatizzare il più possibile – Applicare il flusso di lavoro della protezione dei dati e l’automazione può essere un grande vantaggio in termini di gestione della sicurezza – ma ogni automazione deve essere ispezionata frequentemente.
  5. Progettare, applicare e gestire l’ambiente dei controlli di sicurezza interni – Le performance di tutti i controlli di sicurezza sono interconnesse. Se a monte si verifica una criticità, si ripercuoterà sul rendimento dei controlli di sicurezza a valle. E’ quindi essenziale capire questo aspetto, per acquisire e mantenere un programma di protezione dei dati efficace e sostenibile.

Per approfondire: il Payment Security Report 2017 di Verizon

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