Anti-pirateria online, una nuova piattaforma di AGCOM-ACN per bloccare entro 30 minuti video piratati

Lo prevede la legge contro la pirateria online approvata alla Camera. Ora passa al Senato. Ecco come funzionerà la piattaforma che agirà sul Dsn (Domain Name System) per bloccare appena possibile la visione in diretta di contenuti piratati, come partite di calcio, serie Tv, film e programmi televisivi a pagamento.

Una piattaforma tecnologica unica con funzionamento automatizzato per consentire la disabilitazione dei nomi di dominio o degli indirizzi IP e così l’immediato oscuramento del sito che trasmette illegalmente il contenuto. È questo lo strumento tecnico previsto dalla proposta di legge anti-pirateria online, approvata all’unanimità alla Camera dei Deputati – ora è passata al Senato per la votazione finale.

La proposta di legge difende le industrie culturali e dell’audiovisivo, tutelando i contenuti cinematografici e audiovisivi, le serie e i programmi televisivi, le dirette live di spettacoli e soprattutto di eventi sportivi, tra i più piratati.

Ovviamente, è chiamata in causa anche l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), che coadiuverà i lavori di AGCOM per la costituzione della nuova piattaforma per la disabilitazione dei contenuti piratati.

Piattaforma anti-pirateria online, come funzionerà?

Funzionerà così. I gestori dei servizi di connettività vengono responsabilizzati e, attraverso la nuova piattaforma tecnologica, su ordine dell’AGCOM, saranno tenuti a bloccare l’accesso ai siti illegali. Infatti ad AGCOM è attribuito il potere di ordinare, con intervento “tempestivo” entro 30 minuti, l’immediato oscuramento del sito che trasmette illegalmente il contenuto.

La piattaforma, si legge nel testo della proposta di legge, è realizzata entro il termine massimo di sei mesi dalla convocazione del tavolo tecnico. 

Chi paga i costi di realizzazione e gestione della piattaforma?

I costi di realizzazione e di gestione della piattaforma tecnologica sono a carico di:

  • tutti gli operatori appartenenti alle categorie rappresentate nel tavolo tecnico, secondo i calcoli e la ripartizione stabiliti dall’Autorità, ad eccezione degli operatori di telecomunicazione, dei fornitori di accesso alla rete internet che non siano anche fornitori di contenuti e delle imprese il cui fatturato derivante da contenuti audiovisivi sia inferiore al 2 per cento del loro fatturato annuo complessivo.

Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Autorità, in collaborazione con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, convoca un tavolo tecnico con la partecipazione dei prestatori di servizi, dei fornitori di accesso alla rete internet, dei detentori di diritti, dei fornitori di contenuti, dei fornitori di servizi di media audiovisivi e delle associazioni maggiormente rappresentative preposte alla tutela del diritto d’autore e dei diritti connessi, al fine di definire i requisiti tecnici e operativi degli strumenti necessari a consentire la disabilitazione dei nomi di dominio o degli indirizzi IP.

Le sanzioni per le mafie digitali e per gli utenti

Il testo prevede inoltre sanzioni fino a 5.000 euro sia per chi carica i contenuti piratati o offre streaming illegale di eventi live sia per gli utenti finali.

Come recita il provvedimento votato alla Camera, “chiunque abusivamente esegue la fissazione su supporto digitale, audio, video o audiovideo, in tutto o in parte, di un’opera cinematografica, audiovisiva o editoriale ovvero effettua la riproduzione, l’esecuzione o la comunicazione al pubblico della fissazione abusivamente eseguita, sarà punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con una multa da euro 2.582 a euro 15.493“.

Il testo della proposta di legge sul contrasto alla pirateria, come detto, passa ora all’Aula del Senato per l’approvazione definitiva.

Direttore responsabile, Giornalista

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