Video privati De Martino rubati, s’indaga per revenge porn

Il procedimento, al momento, è contro ignoti. Restano gli interrogativi sui rischi per la privacy che derivano dall’esfiltrazione delle immagini dalle telecamere private.

Le indagini sul caso De Martino

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per revenge porn dopo il caso del furto dei video privati di Stefano De Martino e della compagna Caroline Tronelli. Video che, secondo la Repubblica, sarebbero stati “carpiti illegalmente dal sistema di videosorveglianza dell’abitazione della compagna e sbattuti in rete, su siti internet e chat di messaggistica“.

Sulla vicenda“, ha aggiunto la Rai, “sono attualmente al lavoro due procure. Quella di Roma, per il reato di accesso abusivo al sistema informatico e di Tempio Pausania in cui si procede per diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti“.

I Pm sardi avrebbero disposto il sequestro del sistema di videosorveglianza che si trova nell’abitazione romana della compagna del noto presentatore. Partendo dalle immagini, la Polizia Postale ha invece scoperto l’esistenza di una piattaforma web che offre l’accesso a migliaia di riprese provenienti da telecamere private in Italia e all’estero. Il listino prezzi varia dai 20 ai 575 dollari.

Un grande serbatoio per l’economia criminale

Lo scorso 7 settembre Fuori dal Coro, su Rete 4, ha dedicato un approfondimento sul tema. Il servizio, dal titolo ‘Siamo tutti spiati: la nostra vita in vendita su internet‘ ha posto l’accento sui lati più oscuri di questi forti.

Si sottolinea come sul web ci siano delle persone disposte a pagare grandi cifre di denaro, anche in criptovalute, per disporre di queste immagini, qualche volta persino in diretta. La conseguenza è una crescita esponenziale di questo mercato criminale in rete.

Andrea Mavilla (esperto cyber): “Tutti possiamo essere spiati, nessuno escluso

Questo processo avviene attraverso dei portali che usano le telecamere di sorveglianza“, ha dichiarato a Rete 4 l’esperto cyber Andrea Mavilla. “A tutti gli effetti siamo al cospetto di un Grande Fratello. Una volta collegati al portale, con un codice si entra nell’anteprima di ogni webcam“.

Non esistono luoghi potenzialmente non vulnerabili. Addirittura gli stessi enti governativi potrebbero in ogni momento essere oggetto di spionaggio. “La possibilità che queste immagini finiscano sul web“, ha sottolineato Mavilla, “è molto pericolosa“.

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