Usa, ripristinato il contratto tra l’Ufficio Immigrazione e Dogana e il produttore di spyware Paragon

Il contratto, dal valore di 2 milioni di dollari, era inizialmente destinato a scadere ma l’Ufficio Immigrazione e Dogana (ICE) ha revocato l’ordine di sospensione.

Spyware per l’immigrazione

L’anno scorso, l’Ufficio Immigrazione e Dogana degli Stati Uniti (ICE) ha firmato un contratto, del valore di 2 milioni di dollari, con il produttore israeliano di spyware Paragon. Poco dopo, però, l’Amministrazione Biden aveva sottoposto l’accordo a revisione, in attesa di capire se quest’ultimo fosse in linea con uno specifico ordine esecutivo sullo spyware commerciale.

Ordine, che limita l’uso da parte delle agenzie governative statunitensi di spyware che potrebbero violare i diritti umani o prendere di mira cittadini americani all’estero. Quasi un anno dopo, quando sembrava che il contratto sarebbe scaduto senza mai diventare attivo, l’ICE ha revocato l’ordine di sospensione dei lavori, secondo i registri pubblici.

Lo ha riportato TechCrunch, citando l’indiscrezione del giornalista indipendente Jack Poulson, il primo a riportare la notizia.

Un nuovo corso

Lo scorso 30 agosto sul Federal Procurement Data System del Governo degli Usa, un database dei contratti governativi, si dava un aggiornamento nel merito. Ossia: “Questo contratto riguarda una soluzione proprietaria completamente configurata che include licenza, hardware, garanzia, manutenzione e formazione. La modifica ha lo scopo di revocare l’ordine di sospensione dei lavori”.

Paragon ha coltivato per anni l’immagine di produttore di spyware “etico” e responsabile. Questa immagine ha contrastato fornitori di spyware controversi come Hacking Team, Intellexa e NSO Group. Sul suo sito web ufficiale, Paragon afferma di fornire ai propri clienti “strumenti, team e approfondimenti basati sull’etica”.

Una questione etica

Il punto è che ora il produttore si è ritrovato di fronte ad un dilemma etico. Nella misura in cui il contratto con la divisione Information Technology dell’ICE è attivo, Paragon dovrà fare una scelta.

Quella di volere o meno continuare il suo rapporto con l’ICE, supportando un’agenzia che ha drasticamente aumentato le espulsioni di massa. E che nel contempo ha ampliato i suoi poteri di sorveglianza da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca. La questione dunque è tanto simbolica, quanto politica.

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