Usa, in salita il piano di Trump per esportare l’AI americana. Poche adesioni, Big Tech perplesse

Molte delle principali aziende del settore non sono convinte dell’entità degli incentivi offerti da Washington.

Prime difficoltà per l’American AI Exports Program, il programma dell’Amministrazione Trump volto a trasformare l’intelligenza artificiale Usa nella tecnologia di riferimento globale.

Lanciata dal Dipartimento del Commercio per promuovere all’estero chip, modelli di AI e software sviluppati negli Usa, l’iniziativa ha raccolto appena 78 candidature nella sua prima fase. “Un numero ben inferiore alle centinaia previste dal Governo“, ha sottolineato POLITICO.

Molti colossi del settore non sono convinti dei benefici degli incentivi. In particolare, diversi analisti sostengono che gli incentivi offerti da Washington – tra cui sostegno finanziario, assistenza nelle esportazioni e semplificazioni normative – non abbiano un valore positivo. Dal loro punto di vista non servirebbero per aumentare realmente le vendite sui mercati internazionali.

La cautela delle Big Tech

Tra le società che hanno confermato la partecipazione figura Amazon Web Services (AWS). Altre, come OpenAI e AMD, non hanno chiarito se aderiranno all’iniziativa. Uno dei principali motivi dello scarso entusiasmo, spiega sempre POLITICO, riguarda la struttura del programma. Il Dipartimento del Commercio non richiede la vendita di singoli prodotti.

Al contrario, richiede la creazione di pacchetti completi che comprendano semiconduttori, infrastrutture cloud, modelli di AI, strumenti di cybersicurezza e applicazioni specifiche per vari settori industriali. Un’offerta di questo tipo richiede la collaborazione tra più aziende ed è complessa da implementare.

Inoltre, molte grandi società tecnologiche dispongono già di solide reti commerciali e istituzionali all’estero. Per questo, non ritengono indispensabile il supporto del Governo americano per espandere il proprio mercato.

Il caso Anthropic alimenta l’incertezza

A pesare sulle decisioni delle imprese è stato anche il recente episodio che ha coinvolto Anthropic. L’Amministrazione Trump aveva infatti imposto, salvo poi revocare rapidamente la decisione, restrizioni all’accesso internazionale ai modelli più avanzati dell’azienda.

L’episodio ha alimentato il timore di cambiamenti improvvisi della politica americana, rendendo meno affidabili le tecnologie statunitensi agli occhi dei clienti stranieri. Alcuni Governi stanno infatti valutando il rischio che l’accesso alle infrastrutture di AI americane possa essere limitato da future scelte politiche.

Usa AI

La sfida con la Cina

Il programma rappresenta uno dei pilastri della strategia con cui Donald Trump punta a mantenere il primato degli Usa nella corsa globale all’intelligenza artificiale, soprattutto nei confronti della Cina.

Pechino continua infatti a rafforzare la propria presenza internazionale attraverso aziende come DeepSeek e Alibaba. Queste ultime stanno sviluppando modelli di AI open source e a basso costo sempre più adottati nei Paesi emergenti.

Secondo diversi analisti, il rischio per Washington è che i clienti esteri inizino a diversificare i propri fornitori. Se dovessero percepire che l’accesso alle tecnologie americane potrebbe essere limitato da decisioni politiche, potrebbero rivolgersi con maggiore interesse alle alternative cinesi.

Per il momento il Dipartimento del Commercio continua a difendere l’iniziativa. Resta però da verificare se il programma riuscirà davvero a tradursi in nuovi contratti internazionali e a rafforzare la competitività dell’intelligenza artificiale americana sui mercati globali.

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