Data intelligence, sorveglianza di massa e misure amministrative sono sempre più un tema di confronto nel dibattito pubblico degli Usa.
Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale Usa starebbe facendo pressione per ottenere dati e informazioni sugli utenti critici nei confronti dell’Amministrazione Trump.
In quest’ottica, negli ultimi mesi, il Dipartimento ha impiegato mandati di comparizione amministrativi (administrative subpoena) per ottenere informazioni identificative sui gestori di profili Instagram anonimi. Tutti profili, però, che avevano un elemento in comune, ossia “la condivisione di contenuti relativi alle operazioni dell’ICE“.
L’impiego di tali mandati da parte delle agenzie federali – senza previa supervisione giudiziaria – per richiedere informazioni di una tale sensibilità politica, ha creato non poche polemiche.
Formalmente, gli administrative subpoena non permettono di accedere alle comunicazioni private. Tuttavia, consentono di raccogliere una vasta gamma di informazioni sugli utenti. Tra questi, si trovano orari e luoghi di accesso ai profili , dispositivi utilizzati e dati identificativi come indirizzi email.
Le richieste delle autorità
Bloomberg, nel merito, la scorsa settimana ha descritto un esempio concreto. Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha cercato di identificare un profilo Instagram anonimo chiamato @montocowatch. L’obiettivo della pagina è quello “di condividere risorse per aiutare a proteggere i diritti degli immigrati e il giusto processo in tutta la contea di Montgomery, in Pennsylvania“.
In un momento particolarmente complicato, questa nuova forma di sorveglianza di massa sta suscitando “proteste e condanne diffuse“. I legali del Dipartimento della Sicurezza Nazionale avevano mandato di comparizione amministrativo a Meta. Hanno così richiesto la consegna delle informazioni personali della persona che gestisce quel profilo.
L’American Civil Liberties Union, in rappresentanza del titolare del profilo, ha affermato: “Non c’erano prove di comportamenti illeciti. Registrare la Polizia, condividere tale registrazione e farlo in modo anonimo è legale e protetto dal Primo Emendamento“. Successivamente, il Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha ritirato il mandato di comparizione senza fornire alcuna spiegazione.
Non un caso isolato
Sempre sull’account @montcowatch, Bloomberg ha ribadito che non abbia rappresentato un caso isolato. Ha citato almeno altri quattro casi in cui i funzionari della Sicurezza Nazionale hanno utilizzato mandati di comparizione amministrativi nel tentativo di identificare gestori di pagine Instagram anti-Trump.
Anche in questo caso, c’è stato poi il ritiro dei mandati, dopo che i titolari degli account hanno intentato una causa per bloccare quel tentativo.
Un nuovo rapporto che ha pubblicato martedì il Washington Post ha rivelato l’impiego della stessa misura amministrativa anche per ottenere informazioni da Google su un pensionato americano.
Il tutto, poche ore dopo che questi aveva inviato un’e-mail critica all’avvocato capo della Sicurezza Nazionale Joseph Dernbach. Addirittura, gli agenti federali hanno visionato la casa del pensionato e hanno chiesto informazioni sull’e-mail.
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