La Strategia del Ministro è contenuta in un suo non-paper, “che metterò a disposizione del Parlamento, nel quale abbiamo delineato le principali direttrici normative operative per rendere la Difesa più moderna, efficace e pronta al contrasto delle minacce ibride”. Tra le novità la “costituzione in un’arma cyber con la capacità iniziale di circa 1.200-1.500 persone tra civili e militari”.
“La minaccia ibrida è una guerra continua che ci colpisce, giorno e notte, ogni giorno. Prende di mira le nostre infrastrutture critiche, i servizi essenziali, le industrie strategiche, le reti di comunicazione, le istituzioni democratiche, minando la fiducia dei cittadini e la stabilità stessa del Paese”.
Lo ha detto il Ministro della Difesa Guido Crosetto durante il question time di ieri alla Camera. Crosetto ha criticato l’approccio adottato finora: “Finora l’approccio prevalente è stato attendista, fondato su reazioni tardive, ma questo non basta più”. E ha ribadito che “non siamo di fronte a un rischio potenziale, ma a un’aggressione costante che non conosce tregua e non conosce confini”. Per questo, secondo il Ministro, “la risposta non può essere nazionale e isolata, ma dovrebbe essere sinergica e multilaterale”.
La strategia delineata dal Ministro punta a una risposta rapida e coordinata in tutti i domini: “Di fronte a minacce ibride che attraversano i domini cibernetico, spaziale e cognitivo, così come quelli tradizionali di terra, mare e aria, dobbiamo essere in grado di agire con tempestività e legittimità. Per farlo serve una capacità di azione predittiva e adattiva fondata su strumenti normativi chiari e aggiornati”.
Crosetto annuncia il non-paper
Crosetto ha annunciato di aver elaborato un non-paper che sarà condiviso con il Parlamento: “Abbiamo delineato le principali direttrici normative e operative necessarie per rendere la difesa più moderna, efficace e pronta al contrasto delle minacce ibride”. Nel documento si propone “il riconoscimento del dominio cyber come vero e proprio spazio di difesa nazionale, insieme alla costituzione di un’arma cyber con una capacità iniziale di circa 1.200-1.500 unità operative, alla creazione di un centro di guerra ibrida per il contrasto alla guerra cognitiva e informativa e all’aggiornamento del quadro normativo «per consentire posture di difesa più tempestive”. Tutte misure che confluiranno in un disegno di legge di riordino complessivo della Difesa. “La vera domanda oggi non è più cosa dobbiamo fare, ma quanto rapidamente saremo capaci di farlo insieme ai nostri alleati”, ha affermato.
Crosetto: “Già dal prossimo anno incremento dello 0,15 su spesa difesa”
Sul piano delle risorse, Crosetto ha richiamato il Documento programmatico pluriennale già presentato alle Camere e il target NATO: “La NATO ha fissato l’obiettivo del 5 per cento del prodotto interno lordo per la difesa. Il traguardo, ha spiegato, “implica un incremento medio tra lo 0,15 e lo 0,20 per cento del PIL l’anno fino al 2035”. Il Ministro ha riferito di aver ricevuto rassicurazioni dal MEF: “Una volta usciti dalla procedura del deficit eccessivo, già dal prossimo anno l’incremento dello 0,15 verrà fatto; successivamente, dello 0,15 per il 2027 e dello 0,20 per l’anno successivo”.
Crosetto ha concluso chiarendo che l’aumento degli investimenti non è una concessione agli impegni internazionali: “Penso sia una responsabilità di ogni Governo assicurare la difesa di un Paese indipendentemente dalle richieste esterne. Sarebbe surreale e stupido pensare che noi investiamo in difesa soltanto perché ci siamo presi impegni internazionali. Un quadro come quello che stiamo vivendo a livello internazionale richiede di essere preparati a qualunque possibile scenario eventuale”, ha detto il Ministro.


















