Sam Altman, CEO di OpenAI e Peter Kyle, Segretario di Stato per la scienza e l’innovazione hanno discusso un accordo per estendere ChatGPT Plus a tutto lo UK.
Più ChatGPT in UK
In UK potrebbero presto aumentare le disponibilità e le funzionalità di ChatGPT Plus. Il Guardian ha infatti riportato l’incontro Sam Altman, CEO di OpenAI e Peter Kyle, Segretario di Stato per la scienza e l’innovazione. Già lo scorso mese, c’era stata stata la firma di un Memorandum d’Intesa (MOU) incentrato sulla valorizzazione dei benefici economici e sociali dell’intelligenza artificiale.
Al netto dei dubbi economici iniziali, soprattutto da parte governativa, si dovrebbe procedere ora per gradi. Tanto nel settore pubblico, quanto in quello privato. Il passaggio successivo – il tutto per un valore complessivo dell’investimento di 2 miliardi di sterline – sarà la progressiva espansione di questi servizi a tutta la popolazione britannica.
L’accordo non è formalmente vincolante. Tuttavia, legittimerebbe OpenAI ad accedere ai dati governativi e portare all’utilizzo del suo software nei settori dell’istruzione, della difesa, della sicurezza e della giustizia. Da qui, soprattutto dal punto di vista di alcuni esperti, non sono mancati dubbi e perplessità.
Rischi cyber, un dibattito aperto
Tra questi, quelli di UKAI, un’associazione di categoria che rappresenta il settore dell’intelligenza artificiale nel Regno Unito. UKAI infatti ha ripetutamente sostenuto che l’approccio del Governo di Londra è troppo concentrato sulle grandi aziende tecnologiche a scapito dei piccoli operatori.
Diversi artisti e musicisti, poi, si sono detti allarmati dalle possibili modifiche legislative sul diritto d’autore, che permetterebbero l’uso di opere protette per l’addestramento dei modelli AI senza esplicito consenso.
Come altri strumenti di intelligenza artificiale generativa infatti, ChatGPT è in grado di produrre testi, immagini, video e musica dopo aver ricevuto input dagli utenti. Lo fa attingendo a libri, foto, filmati e canzoni esistenti.
La linea di Londra
Al contempo, il Segretario Kyle ha ribadito con forza la linea scelta. Del resto, lo stesso esponente laburista si è distinto per l’entusiastico sostegno all’adozione dell’AI. L’ha in effetti usata persino per attività personali come la pianificazione di podcast o l’analisi di policy.
Lo stesso Kyle ha affermato che se tra dieci anni venisse istituito un nuovo Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il potere tecnologico – in particolare nell’ambito dell’AI – sarà un fattore nevralgico. Nello specifico per determinare sempre di più i rapporti di forza.
Qualche mese fa aveva dichiarato: “Voglio che siamo all’avanguardia nell’ambito dell’intelligenza artificiale, perché saranno quei Paesi a decidere come svilupparla, come utilizzarla e come implementarla”.
E a PoliticsHome aveva detto: “ChatGPT è straordinariamente efficace e, quando ci sono argomenti che risultano davvero difficili da comprendere a fondo, ChatGPT può rivelarsi un ottimo tutor”.
L’esecutivo ha rallentato sulla prospettiva di portare avanti la proposta di accesso universale a ChatGPT Plus, pur ribadendo a più riprese il proprio impegno. In particolare, nel testare la sicurezza della tecnologia e a esplorarne l’impiego proprio nei servizi pubblici.















