Il Levi’s Stadium di Santa Clara, dove si disputerà il Super Bowl LX, è stato al centro di una grande opera di ammodernamento per affrontare tutte le possibili sfide cyber e AI.
Non solo campo e sport, ma anche attenzione alle minacce cyber e alle sfide AI, tutto questo è il Super Bowl LX, la finale di football americano del campionato NFL. L’incontro si disputerà al Levi’s Stadium di Santa Clara (California) nella notte italiana tra l’8 e il 9 febbraio. In campo i New England Patriots e i Seattle Seahawks.
Visto il particolare momento e considerando che la globalità dell’evento, tutto l’impianto è stato approntato per le potenziali minacce informatiche. Si è infatti proceduto ad installare “chilometri di fibra ottica, centinaia di access point wireless e sistemi avanzati di sicurezza informatica, con l’obiettivo di garantire connettività e protezione senza precedenti“.
Il fulcro delle operazioni è un centro di comando informatico temporaneo, nei sotterranei dello stadio. In questa sede specialisti della cybersecurity monitorano costantemente il traffico digitale. Proprio qui, a fronte di eventuali sospetti, proveranno ad intercettarli in tempo reale.
George Griesler (Senior Director of Cybersecurity, NFL): “Un ambiente estremamente appetibile per i criminali cyber“
La stessa NFL ha inoltre dispiegato una propria squadra dedicata esclusivamente alla sicurezza cyber dell’evento.
“Un ambiente come questo è estremamente appetibile per i criminali informatici. Tanto quanto una folla lo è per un borseggiatore“. Così George Griesler, Senior Director of Cybersecurity della NFL. In questi termini Griesler ha sottolineato quanto sia necessario, secondo quanto ha riportato la Reuters, un elevato livello di attenzione richiesto.
Oltre alle specifiche misure cyber, c’è poi tutto il supporto informativo e della potenza di calcolo. Santa Clara è una zona molto popolare nella regione per la costruzione di data center grazie all’energia a costi molto competitivi.
Il nuovo corso cyber negli Usa
Da quando Donald Trump si è insediato per la seconda volta alla Casa Bianca, per la ‘sua’ Amministrazione la cybersicurezza nazionale ha sempre rappresentato un grande interesse. Soprattutto per una serie di tagli e di nomine.
Nel complesso, per esempio, il One Big Beautiful Bill Act ha tagliato la spesa per la sicurezza informatica delle agenzie federali di oltre 1,2 miliardi di dollari. Tra questi, i 135 milioni di dollari al bilancio della CISA. Al contempo, però, si è destinato 1 miliardo di dollari – nei prossimi quattro anni – alle operazioni informatiche offensive per le operazioni di hacking all’estero.
La nomina di Sean Cairncross a direttore nazionale per la sicurezza cibernetica – nonostante quest’ultimo non avesse pregresse esperienze dirette nel settore – è stata per esempio elemento di grande dibattito. Nevralgico, inoltre, è stato lo scioglimento del Cyber Safety Review Board. Da qui, la riorganizzazione di tutto il comparto sin nelle linee generale.
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